M.O.: ZANI NON E’ UN EROE, MA UNA PERSONA CHE, CONSAPEVOLMENTE HA PARTECIPATO AD UN’AZIONE DI VIOLAZIONE DEL DIRITTO MARITTIMO IN UN’AREA DOVE E’ IN ATTO UNA GUERRA
Adesso basta. Basta con la dovizia di notizie che ricamano sopra la vicenda che ha visto partecipe il videoreporter longianese Manuel Zani. Basta anche con la mistificazione dei fatti e con una loro rappresentazione elaborata con così scarsa obiettività. Zani non è una figura eroica, ma una persona che, consapevolmente, ha preso parte ad un’azione di voluta violazione del diritto internazionale marittimo, in una zona dove vige un blocco navale dichiarato da un Paese sovrano che è in conflitto con il regime terrorista islamico di Hamas, che controlla con il pugno di ferro Gaza e che opera agli ordini della teocrazia iraniana con l’unico obiettivo di distruggere Israele ed i suoi abitanti.
E’ dal mare che arrivano a Gaza le armi da usare contro obiettivi civili israeliani, proprio su navi come quelle della flottiglia su cui, oltre ai militanti islamici turchi, in odore di martirio suicida, si sono imbarcati i soliti pacifisti europei a senso unico, quelli che credono di salvare il mondo facendosi strumentalizzare dalla propaganda islamista, dal terzomondismo accattone figlio di ideologie ormai morte e sepolte, che, tuttavia, spargono ancora i loro letali miasmi antiebraici ed antioccidentali.
La cosa che più dovrebbe tormentare i pacifondai nostrani dovrebbe essere la consapevolezza di essere stati usati come un utile stratagemma dagli integralisti islamici turchi, che cercavano la ribalta per poter danneggiare politicamente e mediaticamente la democrazia israeliana. Il blocco era arcinoto, le conseguenze di una sua violazione anche. Israele è stata costretta a contrastare la possibilità di contrabbandare armi, ispezionando le navi. Ma ciò a cui puntava la flottiglia turca, con o senza la consapevolezza dei cosiddetti pacifisti europei, era lo scontro. In caso contrario, se il loro scopo fosse stato davvero umanitario, avrebbero accolto le richieste legittime di Israele
I video, invece, testimoniano la vera natura della spedizione: non appena i marinai israeliani sono saliti sulla nave più grande sono stati pesantemente attaccati con le armi e si sono dovuti difendere.
Alla faccia del pacifismo! Nella flottiglia si celava un odio omicida. Lo stesso odio che pervade certa cultura europea profondamente antisemita ed antiebraica, che vede in Israele, un paese grande come un fazzoletto, abitato da pochi milioni di persone, il nemico supremo da abbattere.
Zani forse tutto questo non lo sa. Zani forse ha partecipato all’azione degli islamisti turchi senza la consapevolezza di essere strumentalizzato per un fine tutt’altro che pacifico. Zani forse non è al corrente del fatto che su Israele piovono continuamente razzi da Gaza e che in quella città possono entrare molto facilmente beni umanitari eche non c'è affatto carenza di medicine o di cibo o di altri generi. Zani forse non sa che Israele è una democrazia al 100%, anzi l’unica del M.O. e che chi viola costantemente i diritti umani sono i Paesi che ne vogliono la distruzione. L’unica speranza è che Zani apra gli occhi e non trasformi questa avventura, così poco edificante sul piano del pacifismo militante, in un palcoscenico a spese di un popolo che sta difendendo il proprio diritto ad esistere.