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TERZO POLO? CON QUALI VOTI E QUALI PROGRAMMI? C'E' CHI RICERCA UN POSTO AL SOLE

Leggi il comunicato stampa dell'8 agosto 2010

TERZO POLO? CON QUALI VOTI E CON QUALI PROGRAMMI COMUNI? CELLETTI (LEGA NORD), IL PROBLEMA E’ SOLO LA RICERCA DI UN POSTO AL SOLE
 
Un trait d’union tra Cesena e Roma per un fantomatico terzo polo? Via, non scherziamo. La mia personale opinione è che gli italiani abbiano ripetutamente dato indicazioni contrarie, bocciando l’idea di terzi poli formati da piccole e minuscole forze politiche, legate da poche consonanze culturali e programmatiche, ma che intendono comunque ‘pesare’ e trovare un posto al sole, altrimenti negatogli dai numeri. Insomma, i bizantinismi delle convergenze parallele e dei tre forni sono lontane anni luce dalla realtà attuale e penso non siano più proponibili. Un ritorno al passato che gioverebbe solo a chi ricerca lo statu quo ante. Non riesco, poi, a capire, leggendo la loro storia politica passata e recente, quale unità di intenti e di idee possano avere i Finiani, l’Udc di Casini e l’Api di Rutelli, se non quella di alzare il prezzo di un loro ipotetico sostegno al governo di turno. Insomma, un eventuale terzo polo dovrebbe prima essere costruito dal punto di vista progettuale e culturale e, poi, su questo aggregare leader e consensi. L’asse che qualcuno afferma si stia formando a livello nazionale sembra invece partire con il piede sbagliato: il collante, infatti, non appare solido e forse farebbe solo il gioco dell’opposizione di sinistra che, ridotta alla canna del gas, ha tutto da guadagnare sfrucugliando tra le varie aspirazioni e gli scontenti di turno.
Se da Roma passiamo a Cesena, la situazione mi appare ancora più paradossale. Qui parliamo di numeri veramente minimali e, soprattutto, di forze politiche o inesistenti o troppo ballerine o che hanno perduto ormai identità e credibilità. Girando fra la nostra gente si sente una sola richiesta: quella di fare fronte comune contro le potenti amministrazioni di sinistra, con programmi e candidati credibili, uniti ad altri ingredienti indispensabili come la coerenza con una linea politica. Senza queste basi non c’è terzo polo che tenga, in particolare se mette insieme idee che non potrebbero stare insieme neppure dalla sera alla mattina. Naturale, poi, che al PD, in continua perdita di consensi, faccia comodo, in prospettiva, l’idea di un fantomatico terzo polo locale in cerca di padrini e di posti al sole. Sarebbe l’unico modo per garantirsi di governare la città ancora a lungo, senza doversi sbattere più di tanto e, soprattutto, senza pagare un dazio troppo alto. Chiunque intenda allearsi o scendere ad accordi al ribasso con l’ex Pci/Pds/Ds sa che il suo abbraccio è mortale: lo abbiamo ben visto nella cosiddetta fusione nel PD, dove non si muove foglia che l’establishment ex comunista non voglia. Proprio per questo l’auspicio di qualcuno che questo partito possa attirarsi le simpatie della gente che ha a cuore le sorti dell’Italia mi sembra una vera chimera. Semmai è esattamente il contrario.  


 
10/08/2010 commenti (0)