LETTERA AL CAPOREDATTORE DEL CORRIERE DI CESENA
SU ATO ASSESSORE PUNGE LA LEGA? NON E’ COSI’, MAGGIORANZA ATTACCA PERCHE’ E’ IN DIFFICOLTA’
Caro Davide Buratti,
questa mattina dopo la doverosa lettura dei quotidiani locali, abbiamo constatato nell’articolo riguardante il Consiglio comunale un “disguido” interpretativo, senz’altro determinato dal dibattito in aula, circa l’interpellanza della Lega Nord su Ato, su cui quindi è necessario un chiarimento vista la complessità ed il carattere tecnico dell’argomento.
La Lega Nord aveva già avanzato, in un’interpellanza del 7 aprile 2010, le proprie preoccupazioni su una delibera della Giunta regionale, la 417/2010, che mirava a scippare le funzioni degli ATO (Autorità Ambito Territoriale Ottimale), portandole lontane dal territorio, per centralizzare la decisione delle tariffe e la pianificazione degli interventi Hera. Un’operazione cara al presidente Errani, che in due passaggi della legge 10/2008, poi bocciati dalla Corte Costituzionale nel gennaio 2010, aveva già tentato di portare a Bologna le prerogative decisionali su questa materia. Il presidente della Regione, tuttavia, non si è dato per vinto, pretendendo, proprio con la delibera 417, che i singoli ATO delegassero “spontaneamente” le loro funzioni provinciali, in modo tale da facilitare Hera nei rapporti con le realtà locali, anche se è opportuno registrare che fino ad ora il colosso che gestisce i servizi l'ha sempre spuntata, grazie alla stretta collaborazione dei vertici provinciali e comunali componenti di ATO. La Regione insomma ha tentato di portare a casa quello che poi le ha concesso il legislatore nazionale, ma in un’altra ottica. Le funzioni degli ATO in scadenza, a parere della Lega Nord, dovrebbero essere conferite alle Province per lasciare al territorio la possibilità di curare i propri interessi. Ed effettivamente la volontà espressa dalla normativa nazionale indica nella Regione il soggetto che stabilirà a chi affidare le funzioni, ma “nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza”. La nostra è stata quindi una difesa delle prerogative decisionali degli enti territoriali locali, tuttora rappresentati, per quanto riguarda il rapporto con Regione/Hera, dagli ATO, anche se in scadenza. Abbiamo poi ritirato la prima interpellanza del 7 aprile, anche perché l’assessore Montalti lunedì 26 aprile avrebbe dovuto illustrare in Commissione la posizione della Giunta su questa complessa materia. Purtroppo anche in quell’occasione, Montalti non ha chiarito alcunchè. Ma la cosa più strabiliante è quella avvenuta il giorno dopo (27 aprile) alla seduta dei Capigruppo, quando siamo venuti a sapere dal Sindaco Lucchi di una riunione di ATO di Forlì-Cesena in cui si sarebbe decisa la posizione da tenere nei confronti della Regione. Riunione prevista per la giornata successiva e di cui l’assessore all’ambiente, appena il giorno prima, sembrava non sapere nulla. E’ stato in quell’occasiomne, nella seduta dei Capigruppo, che il PD ha presentato la propria interpellanza su ATO, praticamente la fotocopia di quella presentata da noi due settimane prima. Di qui, la nostra nuova interpellanza, a cui l’assessore in aula non ha dato, di fatto, risposta e che è stata mistificata dal capogruppo PD Landi, teso a confondere le acque con la solita propaganda anti-Lega per tacitare chi accusa, a ragione, la sinistra di difendere le prerogative territoriali solo quando le fa comodo. E’ bene infatti ricordare che proprio i Comuni guidati dal centrosinistra come Cesena decisero, anni fa, di affidare ad Hera la gestione, per esempio, del servizio idrico, lasciando ogni campo libero a questa società, soprattutto sul fronte di costi e tariffe, mentre l’ente di garanzia, l’ATO, non ha affatto assolto il proprio ruolo di vigilanza a favore dei cittadini, anche per il conflitto di interessi dei componenti di ATO che, guarda caso, sono anche soci di Hera ed incamerano una parte degli altissimi profitti di questa multiutility.
Il Gruppo Lega Nord nel Consiglio comunale di Cesena