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SICUREZZA E CASO ENGLARO

Comunicato stampa del 4 agosto 2009

SICUREZZA E ENGLARO: CELLETTI,: SINISTRA SOLLEVA CANEA SU SANITA’ CLANDESTINI, MA SPINGE PER UCCIDERE INNOCENTE
 

“Due pesi e due misure. La sinistra ha sollevato una canea ignobile sulla regolamentazione d’accesso al servizio sanitario da parte degli immigrati clandestini, richiamandosi al codice deontologico dei medici, ma non batte ciglio di fronte alla pena di morte comminata dai giudici ad una persona indifesa, disabile grave, che sta per essere uccisa per fame e per sete. Insomma il giuramento di Ippocrate vale, per la sinistra, solo ad intermittenza. Abbiamo letto ed ascoltato i contorcimenti dialettici di certi esponenti del PD che sostengono la condanna a morte di Eluana, con giustificazioni risibili, stravolgendo la realtà a proprio uso e consumo. Gli stessi, tuttavia, si stracciano le vesti di fronte ad una delle norme introdotte dal disegno di legge sulla sicurezza, per ora approvato solo dal Senato, che elimina il divieto di denuncia degli immigrati clandestini da parte degli operatori sanitari, introdotto nel nostro ordinamento nel 1999. Il testo approvato lascia liberi i medici di decidere se denunciare o no il clandestino curato e non intacca minimamente il diritto di cura, il diritto alla salute e le relative tutele sancite dalla Costituzione. La questione riguarda il reato di clandestinità. Nel momento in cui una persona e, ancora di più, un pubblico ufficiale viene a conoscenza di un reato, dovrebbe avere l’obbligo di denunciarlo all’autorità giudiziaria. D’altra parte questo avviene per gli italiani, non si capisce per quale ragione non dovrebbe avvenire per gli immigrati clandestini. In Germania i medici sono obbligati alla denuncia ed in Francia non li possono curare in ospedale. Quindi di cosa stiamo parlando? Della solita ipocrisia parolaia di una sinistra che grida allo scandalo se si tenta di mettere un argine alla clandestinità. D’altra parte, a Cesena è stato attuato per anni il progetto Salem per garantire le cure ai clandestini, che ora possono contare perfino sul medico di base. Clandestini che, con lo speciale attestato STP, possono accedere alle cure, non solo urgenti ed essenziali come stabilisce la legge, senza pagare nulla se si dichiarano indigenti. E gli oneri per prestazioni e ticket? Rimangono a carico dell’Asl, cioè di tutti noi. Ed intanto gli stessi clandestini continuano a rimanere indisturbati sul nostro territorio”.
23/10/2009 commenti (0)