SERINAR: ANCORA UNA SOCIETA' PARTECIPATA IN ROSSO
Ancora una società partecipata in rosso. Serinar ci presenta un passivo di 510 mila euro per il 2009 che, assommandosi a quelli degli ultimi anni, diventano 2,4 milioni di euro. Soldi pubblici, per intenderci, su cui la maggioranza in Consiglio comunale tenta di glissare, mettendo sull’altro piatto della bilancia l’attività (passata!) svolta dalla società consortile nel processo di insediamento dell’Università in Romagna. Noi concordiamo sulla necessità di consolidare la presenza dell’Università romagnola, tuttavia non in senso generico, ma secondo un progetto lungimirante ed utile al territorio ed agli utenti e in collegamento con il mondo del lavoro e le imprese. Tenendo inoltre sempre ben presenti le risorse pubbliche a disposizione e considerando inderogabile l’impegno, che si è assunto pubblicamente il presidente di Serinar, l’ex sindaco Conti, di cambiare drasticamente la situazione della società nel prossimo anno. Il tutto senza che i soci sborsino un soldo in più rispetto al dovuto. In caso contrario, si dovrà avere il coraggio di assumere ben altre decisioni. Non si può infatti continuare a chiudere gli occhi di fronte a sprechi e spese faraoniche, enumerate, per altro, nella preoccupante relazione al bilancio firmata da Conti. Serinar deve riconvertire subito la propria mission e la propria struttura, abbandonando le voci in perdita e privilegiando progetti che ottimizzino le risorse, che, è bene ricordarlo a tutti gli amministratori, rappresentano un patrimonio pubblico di cui si deve rendere conto ai cittadini.
Ancora una società partecipata in rosso. Serinar ci presenta un passivo di 510 mila euro per il 2009 che, assommandosi a quelli degli ultimi anni, diventano 2,4 milioni di euro. Soldi pubblici, per intenderci, su cui la maggioranza in Consiglio comunale tenta di glissare, mettendo sull’altro piatto della bilancia l’attività (passata!) svolta dalla società consortile nel processo di insediamento dell’Università in Romagna. Noi concordiamo sulla necessità di consolidare la presenza dell’Università romagnola, tuttavia non in senso generico, ma secondo un progetto lungimirante ed utile al territorio ed agli utenti e in collegamento con il mondo del lavoro e le imprese. Tenendo inoltre sempre ben presenti le risorse pubbliche a disposizione e considerando inderogabile l’impegno, che si è assunto pubblicamente il presidente di Serinar, l’ex sindaco Conti, di cambiare drasticamente la situazione della società nel prossimo anno. Il tutto senza che i soci sborsino un soldo in più rispetto al dovuto. In caso contrario, si dovrà avere il coraggio di assumere ben altre decisioni. Non si può infatti continuare a chiudere gli occhi di fronte a sprechi e spese faraoniche, enumerate, per altro, nella preoccupante relazione al bilancio firmata da Conti. Serinar deve riconvertire subito la propria mission e la propria struttura, abbandonando le voci in perdita e privilegiando progetti che ottimizzino le risorse, che, è bene ricordarlo a tutti gli amministratori, rappresentano un patrimonio pubblico di cui si deve rendere conto ai cittadini.