FITNA
Il 'caso' Gert Wilders, ovvero l'Europa censura chi esercita il legittimo diritto di critica nei confronti dell'Islam. Il regista e uomo politico olandese, leader del partito della Libertà nel proprio Paese, autore del film "FITNA", è stato accusato di anti-islamismo, costretto a fuggire dall'Olanda, respinto dalla Gran Bretagna per il timore di manifestazioni di protesta dell'islamismo locale, è stato infine accolto dagli USA. Non esprimiamo, qui, giudizi sul film o sulle capacità del regista. Vogliamo invece porre all'attenzione di tutti gli italiani pensanti che ormai siamo al punto in cui la libertà di espressione, in Europa, viene conculcata per il timore di ritorsioni da parte delle comunità islamiche insediate in Europa. "Nel paese di Theo van Gogh, di Sooreh Hera e di Ayaan Hirsi Ali, simboli di una battaglia pagata anche con la vita a favore della libertà di critica, -scriveva Il Foglio il 23 gennaio 2009 - Wilders dovrà essere giudicato per aver esercitato il diritto di denunciare un’ideologia che incita all’uccisione dei diversi. Wilders non ha mai incitato alla discriminazione dei musulmani. Lo notava ieri il Wall Street Journal, giornale non certo xenofobo, che commenta così la notizia: “Corte olandese importa legge saudita sulla blasfemia”. Questi giudici hanno disonorato i Padri fondatori olandesi che trasformarono quella palude in un’oasi di libertà. Il Journal ha spiegato anche che il punto non è Wilders, ma ciò che “Fitna” rappresenta, un pegno intorno al quale si gioca e si consuma il destino del nostro continente, assieme a una caterva di opere d’arte, libri, pellicole e articoli banditi. Un’Europa sottomessa al verbo incendiario di chi non tollera dissenso. I giudici non avevano il diritto di dare lezioni di bon ton a un uomo che rischia la vita nel paese di Spinoza e Anna Frank".
Attenzione, nel filmato ci sono immagini molto crude!
Attenzione, nel filmato ci sono immagini molto crude!
