POLIZIA MUNICIPALE: INTERVISTA DEL DOTT. GUALTIERI, CELLETTI (LEGA NORD), NESUNA POLEMICA STRUMENTALE, IN COMUNE SERVE CHIAREZZA
Nessuna polemica ferragostana. Nessuna strumentalizzazione, almeno da parte della Lega Nord. Che, avanzando legittime perplessità sulla vicenda della micro riorganizzazione della Polizia municipale (con lo spostamento di un unico ispettore), è in buona compagnia. Sulla stessa barricata, clamorosamente bipartisan, la Redazione cesenate de Il Resto del Carlino ha dimenticato di annoverare il PRI, che, per bocca dell’autorevole capogruppo Di Placido, ha chiesto chiarezza sul caso, ravvisando evidentemente qualche problema. La questione non riguarda se far passare o meno da ‘martire’ un dipendente comunale, spostato ad altre mansioni, ma come e quando lo si è fatto e, soprattutto, da chi è stata pensata e gestita l’intera vicenda e per quali motivi. La tempistica, infatti, non si può dire che non sia sospetta. Stranamente la micro riorganizzazione, che riguarda non un qualunque dipendente, ma un ispettore con un passato in indagini scomode, è stata portata avanti proprio in agosto, quando si pensa che politica e cittadini siano meno attenti a quel che avviene dentro il Palazzo. E questo è stato il primo di una serie di errori. Oggi assistiamo all’ultimo tassello della vicenda, con l’intervista pubblicata dal Carlino del comandante pro tempore Carlo Gualtieri, che spiega il ‘caso’ a modo suo, nel tentativo di banalizzarlo. Ci chiediamo se fosse proprio il comandante pro tempore in scadenza la persona più adatta a difendere la scelta dell’Amministrazione. Sono stati pubblicati sulla stampa, e mai smentiti, i suoi problemi per abusi edilizi e c’è lui al centro delle ultime illegittime elezioni di Quartiere a Cesena, quando contravvenendo alla legge italiana, ha dato il via libera al voto degli extracomunitari (rivelatosi poi un solenne buco nell’acqua). Senza voler tirare fuori altre vicende della passata legislatura, come per esempio quella dei matrimoni d’interesse per gli extracomunitari irregolari. Insomma, dopo che sul ‘caso’ è intervenuto malamente ed impropriamente il segretario comunale del PD e maldestramente il capogruppo dell’IDV, oggi ci mette la faccia il comandante pro tempore in scadenza. Nessun fiato dalla Giunta, ma neppure dai vertici amministrativi, che forse qualche responsabilità sulla vicenda ce l’hanno ed hanno fiutato la mala parata. Ma se si fosse trattato della solita sortita strumentale estiva di qualche politico, che bisogno ci sarebbe stato di muovere le truppe cammellate, con tanto clamore? C’è chi teme che in Comune sia in atto un redde rationem, per rendere inoffensivo qualche soggetto scomodo, in modo tale da mandare segnali chiari ai collaboratori e da controllare capillarmente tutto quel che succede. Questo non è un problema ferragostano, ma una questione che dovrebbe coinvolgere tutti.