MOSCHEA ABUSIVA DI VIA LONGO: CELLETTI (LEGA NORD) USO RELIGIOSO EDIFICIO, IL COMUNE NON PRENDA PIU’ IN GIRO I CITTADINI. CHIAMATO IN CAUSA ANCHE IL PREFETTO.
“Adesso basta. Questa Giunta comunale deve smettere di prendere in giro consiglieri comunali e cittadini e dare risposte concrete e trasparenti su ciò che succede all’interno del capannone di via Longo di proprietà del Centro culturale islamico. La storia è arcinota. Il Centro culturale in questione, affiliato all’UCOII (Associazione considerata fra le più radicali in Italia) acquistò in contanti (oltre 400 mila euro più le spese di ristrutturazione) questo capannone per farne una moschea, con l’accordo tacito del Comune, che dovette tuttavia fare repentinamente marcia indietro per le denunce di cittadini e di forze politiche. In quella zona artigianale, infatti, non possono insediarsi edifici religiosi ed inoltre motivi di sicurezza e l’evidente disegno di matrice estera di islamizzazione del territorio sconsigliavano la proliferazione di altri punti di irradiazione dell’Islam in Emilia-Romagna. Gli eventi si sono trascinati a lungo e sono stati caratterizzati dalle reticenze dell’Amministrazione comunale e da percorsi burocratici assai confusi che hanno determinato la presentazione, da parte mia, di numerose interpellanze ed interrogazioni, a cui sono state risposte altrettanto poco chiare e forse non rispondenti appieno alla realtà. L’ultima interpellanza, in ordine di tempo, è quella del 28 dicembre 2009, a cui la Giunta, per bocca dell’assessore Moretti, ha risposto in modo insufficiente e addirittura con toni supponenti, nonostante l’importanza della questione, glissando sui quesiti relativi all’uso religioso dell’edificio. Ma i fatti stanno smentendo quanto assicurato in Consiglio comunale. Nelle ultime due settimane, infatti, sembra essersi evidenziato l’uso religioso del capannone, che, di fatto, appare sempre più trasformato in una moschea abusiva, dove si tengono adunanze religiose con la partecipazione di persone forse anche provenienti da altre zone. Mentre la Giunta si rifiuta di rispondere e di affrontare concretamente queste questioni di legalità e di sicurezza, che interessano centinaia di cittadini, l’Associazione islamica, evidentemente, si sente nel diritto di fare quello che vuole, anche disdegnando la possibilità di utilizzare la Sala comunale Primavera per le proprie cerimonie religiose. Ho quindi presentato l’ennesima interpellanza ala Giunta e questa volta pretendo risposte chiare su ciò che accade dentro il capannone e su quali iniziative si intendano assumere per garantire che le regole e la legalità valgano per tutti. Sulla questione della sicurezza, infine, oltre al Comune, deve sentirsi chiamato in causa anche il Prefetto: non è un mistero infatti che troppo spesso le moschee, soprattutto se illegali, sono al centro di indagini delle Forze dell’Ordine e dei Servizi di sicurezza che ne hanno evidenziato, in molti casi, la pericolosità”.
Leggi il testo dell'interpellanza urgente
Al signor Sindaco del Comune di Cesena
INTERPELLANZA URGENTE
Oggetto: Centro culturale islamico via Longo utilizzato come moschea. Chieste iniziative urgenti e sequestro
La sottoscritta consigliera comunale Antonella Celletti, capogruppo della Lega Nord Romagna,
visto
- che, in data 28 dicembre 2009, ho presentato un’interpellanza su un forte afflusso di persone nel capannone di via Longo di proprietà del Centro culturale islamico, dove non possono tenersi iniziative di carattere religioso, ma esclusivamente culturale, paventando la possibilità che tale capannone fosse invece adibito a moschea ed utilizzato, quindi, anche come luogo di preghiera;
- che l’assessore Moretti ha risposto alla predetta interpellanza in modo insufficiente e non esaustivo, glissando sulla questione dell’uso religioso dell’edificio, nella seduta del Consiglio comunale del 21 gennaio 2010;
- che questa Giunta comunale, come del resto la precedente, rifiuta di rispondere nel merito di questo argomento scottante, che interessa centinaia di cittadini, che si sentono presi in giro da un esecutivo che volta la testa e chiude gli occhi su questioni di legalità e di sicurezza che coinvolgono il Centro culturale islamico;
- che sia la scorsa settimana, che questa, in particolare ieri, venerdì 19 febbraio, nel capannone si sono svolte evidenti iniziative di carattere religioso, negli orari prescritti dalla religione islamica, con l’abbandono delle calzature fuori dall’edificio, dove nei giorni scorsi erano stati portati numerosi tappeti che usualmente sono un elemento dell’arredo delle aule di preghiera delle moschee;
- che la precedente Giunta, così come l’attuale, aveva concesso alla predetta Associazione, per le adunanze religiose, la sala comunale Primavera e che, come mi è stato confermato dall’Amministrazione, questa sala sarebbe stata utilizzata a tale scopo;
- che nella zona artigianale in questione non si può insediare un edificio religioso e quindi il Comune, nonché gli altri organismi preposti al controllo, devono assicurare ai cittadini l’osservanza di regole uguali per tutti;
- che oltre a questo aspetto importante, c’è poi quello della sicurezza e della trasparenza delle attività che si svolgono all’interno dell’edificio, compresa la natura dell’Associazione che la gestisce, la sua affiliazione all’UCOII, Associazione radicale e fondamentaliste che opera in Italia proprio attraverso le moschee anche abusive come sembra accadere anche qui a Cesena;
- che è appena stato insediato dal Ministero degli interni un Comitato dell’islam italiano, a cui non partecipa l’UCOII, che ha come compito anche l’analisi e la predisposizione di regole chiare e trasparenti sulle moschee, su chi le gestisce e sulle attività che si svolgono al loro interno;
chiede
1) Che venga ufficialmente precluso l’utilizzo del capannone di via Longo come moschea e sala di preghiera, con specifici controlli da parte della polizia municipale in particolare nella giornata del venerdì;
2) In caso di reiterazione dell’utilizzo illegittimo della struttura, quali iniziative si intendano assumere, di concerto con gli Organismi preposti, per garantire ai cittadini l’osservanza di regole uguali per tutti e se si possa profilare l’ipotesi di un sequestro cautelativo dell’edificio;
3) Quante volte sia stato utilizzata dal Centro di cultura islamica, nel corso del 2009 e primi mesi del 2010, la sala Primavera per cerimonie religiose e quanti fedeli vi abbiano partecipato;
4) Se e come intenda coinvolgere il Prefetto su questa situazione, visto le competenze sul piano della sicurezza.
“Adesso basta. Questa Giunta comunale deve smettere di prendere in giro consiglieri comunali e cittadini e dare risposte concrete e trasparenti su ciò che succede all’interno del capannone di via Longo di proprietà del Centro culturale islamico. La storia è arcinota. Il Centro culturale in questione, affiliato all’UCOII (Associazione considerata fra le più radicali in Italia) acquistò in contanti (oltre 400 mila euro più le spese di ristrutturazione) questo capannone per farne una moschea, con l’accordo tacito del Comune, che dovette tuttavia fare repentinamente marcia indietro per le denunce di cittadini e di forze politiche. In quella zona artigianale, infatti, non possono insediarsi edifici religiosi ed inoltre motivi di sicurezza e l’evidente disegno di matrice estera di islamizzazione del territorio sconsigliavano la proliferazione di altri punti di irradiazione dell’Islam in Emilia-Romagna. Gli eventi si sono trascinati a lungo e sono stati caratterizzati dalle reticenze dell’Amministrazione comunale e da percorsi burocratici assai confusi che hanno determinato la presentazione, da parte mia, di numerose interpellanze ed interrogazioni, a cui sono state risposte altrettanto poco chiare e forse non rispondenti appieno alla realtà. L’ultima interpellanza, in ordine di tempo, è quella del 28 dicembre 2009, a cui la Giunta, per bocca dell’assessore Moretti, ha risposto in modo insufficiente e addirittura con toni supponenti, nonostante l’importanza della questione, glissando sui quesiti relativi all’uso religioso dell’edificio. Ma i fatti stanno smentendo quanto assicurato in Consiglio comunale. Nelle ultime due settimane, infatti, sembra essersi evidenziato l’uso religioso del capannone, che, di fatto, appare sempre più trasformato in una moschea abusiva, dove si tengono adunanze religiose con la partecipazione di persone forse anche provenienti da altre zone. Mentre la Giunta si rifiuta di rispondere e di affrontare concretamente queste questioni di legalità e di sicurezza, che interessano centinaia di cittadini, l’Associazione islamica, evidentemente, si sente nel diritto di fare quello che vuole, anche disdegnando la possibilità di utilizzare la Sala comunale Primavera per le proprie cerimonie religiose. Ho quindi presentato l’ennesima interpellanza ala Giunta e questa volta pretendo risposte chiare su ciò che accade dentro il capannone e su quali iniziative si intendano assumere per garantire che le regole e la legalità valgano per tutti. Sulla questione della sicurezza, infine, oltre al Comune, deve sentirsi chiamato in causa anche il Prefetto: non è un mistero infatti che troppo spesso le moschee, soprattutto se illegali, sono al centro di indagini delle Forze dell’Ordine e dei Servizi di sicurezza che ne hanno evidenziato, in molti casi, la pericolosità”.
Leggi il testo dell'interpellanza urgente
Al signor Sindaco del Comune di Cesena
INTERPELLANZA URGENTE
Oggetto: Centro culturale islamico via Longo utilizzato come moschea. Chieste iniziative urgenti e sequestro
La sottoscritta consigliera comunale Antonella Celletti, capogruppo della Lega Nord Romagna,
visto
- che, in data 28 dicembre 2009, ho presentato un’interpellanza su un forte afflusso di persone nel capannone di via Longo di proprietà del Centro culturale islamico, dove non possono tenersi iniziative di carattere religioso, ma esclusivamente culturale, paventando la possibilità che tale capannone fosse invece adibito a moschea ed utilizzato, quindi, anche come luogo di preghiera;
- che l’assessore Moretti ha risposto alla predetta interpellanza in modo insufficiente e non esaustivo, glissando sulla questione dell’uso religioso dell’edificio, nella seduta del Consiglio comunale del 21 gennaio 2010;
- che questa Giunta comunale, come del resto la precedente, rifiuta di rispondere nel merito di questo argomento scottante, che interessa centinaia di cittadini, che si sentono presi in giro da un esecutivo che volta la testa e chiude gli occhi su questioni di legalità e di sicurezza che coinvolgono il Centro culturale islamico;
- che sia la scorsa settimana, che questa, in particolare ieri, venerdì 19 febbraio, nel capannone si sono svolte evidenti iniziative di carattere religioso, negli orari prescritti dalla religione islamica, con l’abbandono delle calzature fuori dall’edificio, dove nei giorni scorsi erano stati portati numerosi tappeti che usualmente sono un elemento dell’arredo delle aule di preghiera delle moschee;
- che la precedente Giunta, così come l’attuale, aveva concesso alla predetta Associazione, per le adunanze religiose, la sala comunale Primavera e che, come mi è stato confermato dall’Amministrazione, questa sala sarebbe stata utilizzata a tale scopo;
- che nella zona artigianale in questione non si può insediare un edificio religioso e quindi il Comune, nonché gli altri organismi preposti al controllo, devono assicurare ai cittadini l’osservanza di regole uguali per tutti;
- che oltre a questo aspetto importante, c’è poi quello della sicurezza e della trasparenza delle attività che si svolgono all’interno dell’edificio, compresa la natura dell’Associazione che la gestisce, la sua affiliazione all’UCOII, Associazione radicale e fondamentaliste che opera in Italia proprio attraverso le moschee anche abusive come sembra accadere anche qui a Cesena;
- che è appena stato insediato dal Ministero degli interni un Comitato dell’islam italiano, a cui non partecipa l’UCOII, che ha come compito anche l’analisi e la predisposizione di regole chiare e trasparenti sulle moschee, su chi le gestisce e sulle attività che si svolgono al loro interno;
chiede
1) Che venga ufficialmente precluso l’utilizzo del capannone di via Longo come moschea e sala di preghiera, con specifici controlli da parte della polizia municipale in particolare nella giornata del venerdì;
2) In caso di reiterazione dell’utilizzo illegittimo della struttura, quali iniziative si intendano assumere, di concerto con gli Organismi preposti, per garantire ai cittadini l’osservanza di regole uguali per tutti e se si possa profilare l’ipotesi di un sequestro cautelativo dell’edificio;
3) Quante volte sia stato utilizzata dal Centro di cultura islamica, nel corso del 2009 e primi mesi del 2010, la sala Primavera per cerimonie religiose e quanti fedeli vi abbiano partecipato;
4) Se e come intenda coinvolgere il Prefetto su questa situazione, visto le competenze sul piano della sicurezza.