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LAMPANTE LA NECESSITA' DI UNA ROMAGNA AUTONOMA

Leggi il comunicato stampa del 20 agosto 2010
CELLETTI (LEGA NORD) “E’ LAMPANTE LA NECESSITA’ DI UNA ROMAGNA AUTONOMA”
 
Il maestrino dalla penna rossa Lucchi, nei giorni scorsi, non ha perso l’occasione, neppure parlando di Regione Romagna sì o no, di sconfinare in temi che poco c’entrano con l’argomento in discussione. Egli ha affermato, tra l’altro, che, anziché “interrogarsi se e come staccarsi da Bologna”, bisogna “impegnarsi per attuare politiche di ambito romagnolo per una reale crescita”. Forse il sindaco di Cesena ha perduto la memoria e non ricorda che, a Bologna come in Romagna, le amministrazioni regionali e delle città capoluogo sono sempre state appannaggio della sinistra. Ragion per cui gli si potrebbe chiedere perché mai il suo partito di appartenenza abbia fatto poco o nulla per realizzare queste politiche di respiro romagnolo e quali siano, a suo avviso, le ragioni per cui l’esigenza di autonomia sia in costante crescita (il 68% del campione rappresentativo di popolazione), evidentemente anche tra le fila della sinistra, nonostante i diktat dei suoi vertici.
A nostro avviso, questi segnali forti di autonomia indicano una avvertita necessità di politiche decise in Romagna, concretamente finalizzate al rilancio del suo territorio, ormai in affanno da troppo tempo senza che da Bologna arrivino segnali incoraggianti.
Credo infatti che nessuno possa pensare, neppure Lucchi, che progetti come l’Area Vasta in sanità o nei trasporti siano frutto di una politica che marcia a favore del territorio romagnolo. Si tratta, al contrario, di decisioni centraliste, che nascono altrove e che vengono imposte ai romagnoli, senza che siano ancora ben chiariti i benefici che gliene verranno.
Parlando di capoluogo della futuribile Regione Romagna, si indica Ravenna, che certamente ne ha ‘le physique du role’. A sorpresa, contrariamente a quando emerso in un primo tempo dal sondaggio, i dati raccolti dal sito romagnanoi.it danno in pole position Cesena. Me ne compiaccio da cesenate, anche se ho qualche sospetto sul tam tam che ha determinato questi consensi. Certamente si deve tenere conto che al centro dell’area romagnola, anche dal punto di vista trasportistico, c’è il duo Forlì-Cesena. Purtroppo la nostra città, nonostante i consensi di cui sopra, fa sempre la parte della ‘spalla’, ovvero non ha ancora acquisito quel ruolo di città capoluogo, con tutti i crismi istituzionali, amministrativi e culturali che servono. Colpa di Giunte comunali miopi, che non hanno saputo dare a Cesena un respiro sovraccomunale, nonostante le annunciate mega-aspirazioni rimaste tristemente al palo. Ma forse su questo immobilismo c’è anche un pizzico di responsabilità di una gran parte della società cesenate, che si è rassegnata alla mediocrità dei suoi amministratori.
Che sia necessaria una Romagna autonoma è quindi lampante. Se non altro per rivoluzionare l’establishment politico che l’ha governata finora, con grande conformismo ed in continuità con il passato, con un occhio sempre rivolto ai voleri di Bologna.
Per la Romagna servono politiche innovative, per esempio in tema di turismo, trasporti, infrastrutture, agricoltura, sanità, ecc., pensate e progettate sul territorio, tenendo conto delle sue peculiarità, dei suoi bisogni e delle sue risorse culturali ed imprenditoriali. Soprattutto servono politiche che possano districarsi da interessi che con la Romagna non hanno nulla a che fare.
Sì, quindi, alla Regione Romagna, con volti nuovi che la amministrino e con una città capoluogo, qualunque essa sia, rappresentativa della nostra identità regionale. E, soprattutto, che a decidere del loro futuro siano i Romagnoli. 
20/08/2010 commenti (0)