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L'impegno per Israele

Shalom, Israele!

Shalom, Israele! - Antonella Celletti - LEGA NORD

“La speranza, da duemila anni, di essere un popolo libero
nella nostra terra: la terra di Sion e di Gerusalemme"
(da Hatiqvàh, inno nazionale di Israele)

Dal 1982 sono responsabile dell’Associazione Italia-Israele di Cesena. L’Associazione cesenate fa a sua volta parte della Federazione nazionale delle Associazioni Italia-Israele, che comprende circa cinquanta Associazioni dislocate sull’intero territorio nazionale. La Federazione è guidata da un Direttivo, formato da cinque componenti (presidente, vicepresidente e tre consiglieri) eletti ogni tre anni. Io sono uno dei tre consiglieri nazionali.
Sarebbe qui troppo lungo esplicitare in modo approfondito le ragioni della mia vicinanza verso Israele, un giovane Paese esempio illuminante di una reale democrazia in un contesto territoriale, quello mediorientale, di pseudodemocrazie, di dittature e di teocrazie confessionali.
Lo Stato di Israele, fondato sui principi di libertà, uguaglianza e tolleranza per i suoi cittadini, sta rischiando, fin dalla sua creazione (14 maggio 1948), la distruzione a causa dell’odio dei Paesi arabi. Ricordiamoci tuttavia che l’esistenza di Israele non è discutibile e che la sua sicurezza non è negoziabile. In caso contrario, verrebbe messo in serio pericolo tutto l’Occidente e, in generale, verrebbero messi in discussione i principi che regolano i sistemi democratici.
Teniamo anche ben presente che il terrorismo arabo contro Israele è iniziato decenni prima della fondazione dello Stato ebraico, senza mai cessare da allora. L’OLP, organizzazione per la liberazione della Palestina, non è nata contestualmente allo Stato d’Israele, ma solo nel 1964, e fu creata non per liberare i palestinesi, allora sotto il dominio giordano ed egiziano (a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme est), ma per avviare una campagna terroristica lunga oltre 40 anni contro Israele.
Ricordiamoci inoltre che gli arabi palestinesi, prima del 1967, non si sollevarono mai a difesa della loro identità nazionale. E’ bene non dimenticare che il nome Palestina non era mai esistito prima che i romani conquistassero definitivamente, nel 135 d.C., la regione che si chiamava 'Israele' o 'Giudea'. Il nome ‘Palestina’ non compare mai nella Bibbia (né nel Corano) e fu imposto dall’imperatore Adriano per umiliare profondamente gli ebrei (ribellatisi più volte alla dominazione dell’impero romano) chiamando la loro terra con il nome dei loro acerrimi nemici, i Filistei.
Il concetto di Palestina, come nazione, e dei palestinesi, come un popolo distinto, non esisteva dunque fra gli arabi delle province turche, poi divenute Palestina Mandataria britannica in seguito alla seconda guerra mondiale. L’area contesa da parte degli Stati arabi nel 1947 era da loro ritenuta storicamente parte della Siria meridionale: a quel tempo, infatti, l‘aggettivo ‘palestinese’ era applicato solamente agli ebrei residenti nella Palestina mandataria, mentre gli arabi della regione erano noti semplicemente come ‘arabi’.
Le varie sigle terroristiche, riconoscibili all’interno dell’OLP, non hanno praticamente mai cessato gli atti di terrorismo contro Israele. Nonostante le aperture dello Stato ebraico verso iniziative di pace e di costruzione di uno Stato democratico palestinese, né i Paesi arabi, né l’OLP hanno fatto qualcosa di concreto per realizzare questo progetto. Il vero obiettivo di queste formazioni terroristiche e dei loro mandanti è infatti ancora oggi la distruzione della democrazia ebraica. Tuttora il maggior pericolo per Israele e per l’Occidente è rappresentato dal fondamentalismo islamico, sostenuto da alcuni Stati musulmani, che sta mettendo a rischio anche la stabilità politica degli stessi Paesi arabi più aperti verso l’Occidente.
Hamas, che controlla Gaza, ed Hezbollah in Libano rappresentano il braccio armato dell’Iran contro Israele, che è minacciato, insieme all’Occidente, dalla potenzialità nucleare dell’Iran.
Un pericolo universale che l’Occidente continua a sottovalutare.
Tra le attività dell’Associazione Italia-Israele c’è quella di produrre un’informazione corretta sui fatti che accadono in M.O.. Spesso infatti i media italiani ed esteri producono informazioni distorte o addirittura falsificate per motivi ideologici o politici di parte, per ignoranza o perché attingono le notizie da fonti scarsamente attendibili. Questa materia è difficile e comunque non si presta alle semplificazioni giornalistiche, tanto che spesso sono grossolanamente mistificati gli stessi termini utilizzati nei media. Il maggior sfregio alla verità, in Italia, come all’estero, è comunque da attribuire alla politica: ci sono partiti, che si riconoscono nella sinistra anche estrema, ma non solo, che travisano completamente la storia ed i fatti su Israele per meri fini ideologici e propagandistici di parte. Spesso a monte ci sono anche ragioni di odio razziale e di antisemitismo, mascherato da antisionismo, nonostante proprio la sinistra e certo cattolicesimo si ergano ad unici vessilliferi della causa antirazzista. Questa sinistra, in particolare, orfana della propria ideologia comunista, distruttiva e totalizzante, ha sposato acriticamente la causa musulmana in chiave antioccidentale ed antiamericana e, di conseguenza, anche antisraeliana. E’ la stessa sinistra che appoggia il terrorismo suicida, che non batte ciglio di fronte alla continua violazione dei diritti umani ed alle persecuzioni dei cristiani nei Paesi musulmani, ma condanna aprioristicamente e pregiudizialmente Israele, che è l’unica democrazia presente in quel contesto territoriale.
Alle Associazioni Italia-Israele il compito di smantellare, per quanto è possibile, il grande inganno creato dall’Occidente antisemita e filoislamico contro la democrazia ebraica.

Per saperne di più:
Informazione corretta
Israele.net
FocusOnIsrael


La
bandiera Israeliana venne adottata il 28 ottobre 1948.
Rappresenta la Stella di David blu in campo bianco, al centro del Talièd (il manto di preghiera ebraico).

L'inno israeliano, Hatikvah (La Speranza), recita:

"Finché dentro il cuore l'Anima Ebraica anela, e verso l'oriente lontano un occhio guarda a Sion, non è ancora persa la nostra speranza, la speranza due volte millenaria, di essere un popolo libero nella nostra terra, la terra di Sion e Gerusalemme."

Ascolta l'Inno di Israele

Antisemitismo

“Indagare sull’odio per gli ebrei è indagare sull’uomo, sul ‘lato oscuro della forza’, sui suoi demoni…..Studiare l’antisemitismo è dunque tanto essenziale, quanto senza fine”. (Carlo Panella, Il complotto ebraico)

Non c’è qui lo spazio per affrontare lo spinoso ed enorme tema dell’antisemitismo: concetto molto citato, ma spesso poco conosciuto nei suoi aspetti eterogenei, nonostante la mole immane di saggi che lo studiano. Quello che preoccupa sono gli innumerevoli segnali che denunciano l’attuale crescita di un sentimento di diffusa ostilità antiebraica, con manifestazioni di odio assoluto per Israele. Dopo la Shoa, l’antisemitismo sembrava essere stato abbandonato, almeno nominalmente, dai più. Per poi trovare nuovi e più subdoli canali di diffusione. Oggi, in Europa, il problema è acuito dalla presenza dell’antisemitismo islamico, un rifiuto di matrice religiosa che ha origini lontanissime. Oggi “l’antisemitismo è implicito nella predicazione islamica diffusa nelle moschee europee ed è aggravato, ma non originato, dalla polemica antisraeliana”. Gli innumerevoli gravissimi episodi di matrice antisemita che stanno accadendo in tutta Europa (270 solo nei primi due mesi del 2009 in Gran Bretagna, dove “l’islamismo più violento domina nelle strade e nelle moschee, mentre nella politica e nella cultura è l’antisemitismo più sfacciato, nato spesso in seno alla sinistra progressista, a farla da padrone”G. Meotti, da Il Foglio, 6-3-2009) traggono gran parte della loro origine dalle prediche coraniche antisemite svolte nelle moschee europee, come dai proclami apertamente antisemiti, dal punto di vista razziale e religioso, fatti da leader, ideologi e teologi islamici e diffusi nelle scuole in tutti i Paesi musulmani.
Nei Paesi europei ad alta intensità musulmana, si stanno cementando alleanze tra neonazisti, islamici e no global in chiave antisraeliana (vedi le manifestazioni contro la sfida di Coppa Davis tra Svezia e Israele, tenuto a porte chiuse), ma i diktat dei paesi musulmani toccano anche l’Italia, dove i giochi del Mediterraneo, che si terranno a luglio in Abruzzo, non coinvolgeranno gli atleti israeliani per volere dei Paesi arabi partecipanti
“L’antisemitismo è riesploso nel mondo islamico e l’Europa vi si è aggregata come un’orda di lupi” (Cynthia Ozick). Vedi le manifestazioni avvenute anche in Italia, in cui si sono bruciate le bandiere d’Israele, si è identificata la stella di David con la svastica e si è gridato ‘ebrei assassini’. Sono manifestazioni ormai apertamente promosse e capeggiate da gruppi islamici, a cui si accodano estremisti autoctoni di varia estrazione che si piegano all’egemonia musulmana e la accettano fino al punto di seguire la manifestazione fino alla sua conclusione con l’occupazione delle piazze (vedi quella del Duomo di Milano o di San Petronio a Bologna) e la seguente preghiera verso la Mecca. Occupazione e manifestazioni che avevano certamente una regia europea di matrice islamica. Chi minimizza questi fatti e chi crede che in fondo una preghiera non può fare male sbaglia grossolanamente, si comporta da irresponsabile e costituisce la testimonianza vivente che l’integralismo islamico presente in Europa ed in Italia ha già ottenuto una grande vittoria su uno stuolo di soggetti ormai completamente sottomessi e pronti a servirlo.
Ma questi gravi episodi, secondo Bat Ye’or, storica e scrittrice egiziana, hanno un aspetto ancor più preoccupante: l’odio che viene espresso dai musulmani in queste manifestazioni non è solo rivolto contro Israele, ma è contro tutto l’Occidente. E queste non sono altro che l’ultimo esempio della perdita di identità dell’Europa. Mentre padre Samir Kalil Samir, docente all’università Saint Joseph di Beirut, afferma che “quelle di Milano e Bologna non erano preghiere, ma atti politico-ideologici, vessilli islamismi”.