“La speranza, da duemila anni, di essere un popolo libero
nella nostra terra: la terra di Sion e di Gerusalemme"
(da Hatiqvàh, inno nazionale di Israele)
Dal 1982 sono responsabile dell’Associazione Italia-Israele di Cesena. L’Associazione cesenate fa a sua volta parte della Federazione nazionale delle Associazioni Italia-Israele, che comprende circa cinquanta Associazioni dislocate sull’intero territorio nazionale. La Federazione è guidata da un Direttivo, formato da cinque componenti (presidente, vicepresidente e tre consiglieri) eletti ogni tre anni. Io sono uno dei tre consiglieri nazionali.
Sarebbe qui troppo lungo esplicitare in modo approfondito le ragioni della mia vicinanza verso Israele, un giovane Paese esempio illuminante di una reale democrazia in un contesto territoriale, quello mediorientale, di pseudodemocrazie, di dittature e di teocrazie confessionali.
Lo Stato di Israele, fondato sui principi di libertà, uguaglianza e tolleranza per i suoi cittadini, sta rischiando, fin dalla sua creazione (14 maggio 1948), la distruzione a causa dell’odio dei Paesi arabi. Ricordiamoci tuttavia che l’esistenza di Israele non è discutibile e che la sua sicurezza non è negoziabile. In caso contrario, verrebbe messo in serio pericolo tutto l’Occidente e, in generale, verrebbero messi in discussione i principi che regolano i sistemi democratici.
Teniamo anche ben presente che il terrorismo arabo contro Israele è iniziato decenni prima della fondazione dello Stato ebraico, senza mai cessare da allora. L’OLP, organizzazione per la liberazione della Palestina, non è nata contestualmente allo Stato d’Israele, ma solo nel 1964, e fu creata non per liberare i palestinesi, allora sotto il dominio giordano ed egiziano (a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme est), ma per avviare una campagna terroristica lunga oltre 40 anni contro Israele.
Ricordiamoci inoltre che gli arabi palestinesi, prima del 1967, non si sollevarono mai a difesa della loro identità nazionale. E’ bene non dimenticare che il nome Palestina non era mai esistito prima che i romani conquistassero definitivamente, nel 135 d.C., la regione che si chiamava 'Israele' o 'Giudea'. Il nome ‘Palestina’ non compare mai nella Bibbia (né nel Corano) e fu imposto dall’imperatore Adriano per umiliare profondamente gli ebrei (ribellatisi più volte alla dominazione dell’impero romano) chiamando la loro terra con il nome dei loro acerrimi nemici, i Filistei.
Il concetto di Palestina, come nazione, e dei palestinesi, come un popolo distinto, non esisteva dunque fra gli arabi delle province turche, poi divenute Palestina Mandataria britannica in seguito alla seconda guerra mondiale. L’area contesa da parte degli Stati arabi nel 1947 era da loro ritenuta storicamente parte della Siria meridionale: a quel tempo, infatti, l‘aggettivo ‘palestinese’ era applicato solamente agli ebrei residenti nella Palestina mandataria, mentre gli arabi della regione erano noti semplicemente come ‘arabi’.
Le varie sigle terroristiche, riconoscibili all’interno dell’OLP, non hanno praticamente mai cessato gli atti di terrorismo contro Israele. Nonostante le aperture dello Stato ebraico verso iniziative di pace e di costruzione di uno Stato democratico palestinese, né i Paesi arabi, né l’OLP hanno fatto qualcosa di concreto per realizzare questo progetto. Il vero obiettivo di queste formazioni terroristiche e dei loro mandanti è infatti ancora oggi la distruzione della democrazia ebraica. Tuttora il maggior pericolo per Israele e per l’Occidente è rappresentato dal fondamentalismo islamico, sostenuto da alcuni Stati musulmani, che sta mettendo a rischio anche la stabilità politica degli stessi Paesi arabi più aperti verso l’Occidente.
Hamas, che controlla Gaza, ed Hezbollah in Libano rappresentano il braccio armato dell’Iran contro Israele, che è minacciato, insieme all’Occidente, dalla potenzialità nucleare dell’Iran.
Un pericolo universale che l’Occidente continua a sottovalutare.
Tra le attività dell’Associazione Italia-Israele c’è quella di produrre un’informazione corretta sui fatti che accadono in M.O.. Spesso infatti i media italiani ed esteri producono informazioni distorte o addirittura falsificate per motivi ideologici o politici di parte, per ignoranza o perché attingono le notizie da fonti scarsamente attendibili. Questa materia è difficile e comunque non si presta alle semplificazioni giornalistiche, tanto che spesso sono grossolanamente mistificati gli stessi termini utilizzati nei media. Il maggior sfregio alla verità, in Italia, come all’estero, è comunque da attribuire alla politica: ci sono partiti, che si riconoscono nella sinistra anche estrema, ma non solo, che travisano completamente la storia ed i fatti su Israele per meri fini ideologici e propagandistici di parte. Spesso a monte ci sono anche ragioni di odio razziale e di antisemitismo, mascherato da antisionismo, nonostante proprio la sinistra e certo cattolicesimo si ergano ad unici vessilliferi della causa antirazzista. Questa sinistra, in particolare, orfana della propria ideologia comunista, distruttiva e totalizzante, ha sposato acriticamente la causa musulmana in chiave antioccidentale ed antiamericana e, di conseguenza, anche antisraeliana. E’ la stessa sinistra che appoggia il terrorismo suicida, che non batte ciglio di fronte alla continua violazione dei diritti umani ed alle persecuzioni dei cristiani nei Paesi musulmani, ma condanna aprioristicamente e pregiudizialmente Israele, che è l’unica democrazia presente in quel contesto territoriale.
Alle Associazioni Italia-Israele il compito di smantellare, per quanto è possibile, il grande inganno creato dall’Occidente antisemita e filoislamico contro la democrazia ebraica.
Per saperne di più:
Informazione corretta
Israele.net
FocusOnIsrael
La bandiera Israeliana venne adottata il 28 ottobre 1948.
Rappresenta la Stella di David blu in campo bianco, al centro del Talièd (il manto di preghiera ebraico).
L'inno israeliano, Hatikvah (La Speranza), recita:
"Finché dentro il cuore l'Anima Ebraica anela, e verso l'oriente lontano un occhio guarda a Sion, non è ancora persa la nostra speranza, la speranza due volte millenaria, di essere un popolo libero nella nostra terra, la terra di Sion e Gerusalemme."
Ascolta l'Inno di Israele
