Al Signor Sindaco del Comune di Cesena
Oggetto: interpellanza urgente su situazione attuale questione ‘verande’ ed in particolare del ‘caso’ del ristorante I Gessi.
La sottoscritta consigliera comunale del Gruppo della Lega Nord Romagna Antonella Celletti
Visto
-che da una recentissima indagine, realizzata da un’Associazione di categoria, emerge che i pubblici esercizi, bar e ristoranti, starebbero attraversando, nel nostro Paese, un periodo di forte sofferenza, a causa della crisi economica, della stagnazione della domanda e dell’aumento della competitività;
-che anche la nostra città non è esente da una forte crisi del settore, come testimoniato dalla chiusura di molti esercizi e dalle difficoltà dichiarate da molti gestori, determinate anche dai balzelli pretesi dal Comune per l’occupazione del suolo pubblico;
-che è tuttora senza esito il “caso verande”, che desta grande preoccupazione e coinvolge decine di gestori di esercizi di somministrazione di cibi e bevande a Cesena;
-che, dopo oltre un anno in cui si dibatte della questione, pesa tuttora sul capo di tali esercizi la spada di Damocle dell’abbattimento delle strutture edilizie temporanee, per cui gli stessi esercenti avevano ottenuto, in passato, l’autorizzazione comunale sulla base di un articolo del Regolamento edilizio, poi abrogato il 4 aprile 2009, in conseguenza dell’avvio di un’indagine da parte della Magistratura;
-che per affrontare il problema sorto in seguito alla modifica del citato regolamento edilizio, è stata istituita, il 22 dicembre 2009, una Commissione speciale temporanea del Consiglio comunale, a cui hanno partecipato anche componenti indicati dalle Associazioni di categoria maggiormente rappresentative;
-che tra gli scopi della Commissione ci sarebbe dovuto essere - secondo il Presidente della stessa - quello di “ricercare una soluzione giuridica volta a proteggere, il più possibile, gli interessi delle imprese e dei pubblici esercizi, nelle forme e con i limiti imposti dalla legge (nazionale e regionale) e dalla giurisprudenza maggiormente consolidata”;
-che, dopo sei riunioni della Commissione ‘verande’, si è svolta il 17 maggio 2010 una seduta plenaria della stessa Commissione con la Seconda Commissione permanente del Consiglio comunale, durante la quale sono stati illustrati due documenti che rappresentano l’orientamento dell’Amministrazione in merito al nuovo testo del Regolamento edilizio comunale, per quel che concerne l’installazione di manufatti temporanei e/o stagionali a servizio di pubblici esercizi in area privata, ed alle direttive relative all’occupazione di suolo pubblico;
-che, tuttavia, anche in questa seduta plenaria, non si è pervenuti ad alcuna soluzione conclusiva e chiarificatoria del problema, soluzione che viene ancora rimandata a successivi appuntamenti, per altro ad oggi non ancora calendarizzati, nonostante l’urgenza da tutti prospettata;
-che sembra non sia ancora pervenuta ad alcun esercente l’ingiunzione di abbattere la struttura temporanea “abusiva”, autorizzata a suo tempo dall’Amministrazione sulla base del’articolo del Regolamento edilizio comunale, poi abrogato;
Posto
-che, nel corso delle sedute della Commissione ‘verande’, non è mai stata affrontata nel merito la questione della chiusura del ristorante “I Gessi” e della successiva richiesta di risarcimento al Comune di Cesena, formulata con un ricorso al TAR dell’Emilia-Romagna da parte della Società titolare della concessione venticinquennale, che ha dato vita al progetto ed alla realizzazione del noto ristorante, così come emerso in vari articoli pubblicati sulla stampa locale nel gennaio 2010;
-che, come emerge dagli atti, la Società in oggetto, in seguito alla partecipazione ad un bando del Comune di Cesena dell’11 giugno 2001 per l’aggiudicazione della concessione di utilizzo dell’immobile di proprietà comunale ubicato in via del Monte, località Celincordia, è divenuta aggiudicataria della concessione, in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa;
-che il 21 agosto 2002 sarebbe stata stipulata la convenzione che dava il via alla concessione tra il Comune di Cesena e la Società in oggetto;
-che la convenzione, tra le altre cose, stabiliva la durata venticinquennale della concessione, l’importo del canone annuo e l’uso a cui destinare l’immobile (attività di pubblico esercizio di tipo A – Ristorante);
-che la convenzione poneva a carico del concessionario tutte le spese di progettazione e di esecuzione dei lavori di ristrutturazione, rifunzionalizzazione ed adeguamento del fabbricato, richiamando espressamente la disciplina a cui tali opere si sarebbero dovute uniformare, tra cui il Regolamento edilizio comunale;
-che nella predetta convenzione era presente una specifica disposizione relativa alla realizzazione della veranda, sulla base del relativo articolo del Regolamento edilizio comunale;
-che questo dato indicherebbe, senza ombra di dubbio, come sia il Comune che la Società concessionaria, sin dall’inizio del procedimento, fossero consapevoli del fatto che la realizzazione della veranda era una parte essenziale ed indispensabile allo svolgimento dell’attività prevista dalla concessione, tanto che tale struttura era già presente nel progetto presentato in sede di gara, valutato positivamente dalla Commissione comunale;
-che, senza la possibilità di usufruire di tale veranda, la Società in oggetto non avrebbe partecipato alla gara in quanto la struttura priva della veranda non avrebbe potuto ospitare un numero di clienti sufficiente a far sopravvivere l’esercizio di ristorazione;
-che il ristorante, ottenuti autorizzazione e permessi richiesti e proceduto alla costosa ristrutturazione, ha iniziato l’attività il 7 aprile 2004;
-che la Società in oggetto, il 23 ottobre 2009, avrebbe sottoscritto un contratto preliminare di affitto d’azienda con una seconda Società e, a tale scopo, si sarebbe attivata per ottenere l’autorizzazione a questa operazione, come previsto dall’art.11 della convenzione di concessione stipulata con il Comune;
-che tale autorizzazione è stata rilasciata dai competenti Uffici comunali l’1 dicembre 2009 (Determinazione n.1946-Dirigente settore risorse patrimoniali e tributarie Comune Cesena);
-che, in vista della stipula definitiva del contratto di cessione d’azienda, la Società concessionaria avrebbe richiesto, il 9 novembre 2009, anche il rilascio del certificato di agibilità;
-che il 28 gennaio 2010 il competente Dirigente comunale avrebbe risposto comunicando la sospensione del rilascio del certificato richiesto per due ragioni, la prima delle quali relativa alla presenza della veranda realizzata sulla base di un’autorizzazione temporanea scaduta, la seconda incentrata sul fatto che la veranda, non essendo stata rimossa al momento della scadenza, appariva in contrasto con la norma urbanistica comunale;
-che da ciò si dovrebbe dedurreche il certificato di agibilità sarebbe stato rilasciato senza problemi se il Consiglio comunale non avesse nel frattempo provveduto ad abrogare, nell’aprile 2009, l’articolo relativo alla materia in oggetto del Regolamento edilizio comunale, considerato in contrasto con la Legge regionale 31/2002;
-che la Società concessionaria si trova ora nell’impossibilità sia di poter svolgere direttamente l’attività di ristorazione prevista dalla concessione rilasciata dal Comune, tuttora valida, sia di poter cedere ad altri la gestione della stessa attività economica, il tutto con gravi ripercussioni di ordine economico;
-che il Comune di Cesena, tramite il bando e la successiva concessione, ha potuto, al contrario, trarre vantaggio economico dalla ristrutturazione di un immobile di proprietà in uno stato di degrado conclamato;
-che il Comune di Cesena, alla luce della ricostruzione dei fatti ancora non smentiti, sarebbe stata perfettamente al corrente del fatto che la Società concessionaria avrebbe potuto trovare la giusta remunerazione, rispetto ai cospicui investimenti fatti, solo dall’esercizio di ristorazione, che non poteva espletarsi se non utilizzando la veranda, così come specificato fin dall’inizio nel progetto sottoposto alla Commissione aggiudicatrice del bando, e dalla durata dell’utilizzo di questa struttura riattata per la durata dell’intera concessione venticinquennale;
-che quindi non si comprende come, nonostante “l’invalidità ab origine”dell’istituto dell’autorizzazione temporanea, che avrebbe dovuto essere ben conosciuta dai competenti uffici comunali, il Comune di Cesena abbia potuto dare il proprio consenso preventivo alla realizzazione della veranda in questione, come parte essenziale nella convenzione della concessione;
-che appaiono quantomeno inverosimili le giustificazioni del Comune quando accampa la valutazione di temporaneità della veranda stessa o quando si trincera dietro il pretestuoso atto unilaterale d’obbligo, dato che, almeno nel caso de I Gessi, appariva indispensabile il tacito consenso alla reiterazione dell’autorizzazione alla permanenza della veranda in relazione all’esistenza stessa del ristorante che, senza questi spazi, non avrebbe potuto sopravvivere e tanto meno il concessionario avrebbe potuto ammortizzare i cospicui investimenti effettuati per realizzare il progetto, valutato positivamente dal Comune e per il quale ha ottenuto la concessione venticinquennale;
-che la veranda in oggetto ha ottenuto la certificazione dell’Ausl per i lavori eseguiti a regola d’arte, che sarebbe accatastata come “sala ospiti”, che vi sarebbe incluso anche il vano ‘macchine’ (caldaia), per cui una volta eventualmente abbattuta la veranda, verrebbe a mancare anche la parte dell’impiantistica del ristorante, rendendolo di fatto inutilizzabile a tale scopo;
chiede di conoscere
1) per quali motivi la questione del ristorante i Gessi non sia stata trattata esplicitamente nella Commissione ‘verande’ o in altra sede preposta, visto che, sulla base delle notizie stampa, la Società concessionaria ha avanzato una richiesta di risarcimento danni al Comune di Cesena piuttosto cospicua, che potrebbe essere reiterata da altri esercenti che si considerano danneggiati, e visto che la particolarità di questa vicenda potrebbe non escludere gravi responsabilità dell’Amministrazione comunale;
2) se non ritenga grave che uno dei più prestigiosi ristoranti della città sia stato costretto a chiudere i battenti ed a licenziare il proprio personale per le ragioni contenute in premessa, perdendo di fatto ogni possibilità di remunerazione dell’ingente capitale investito in seguito alla concessione venticinquennale stipulata con il Comune;
3) se non ritenga che l’Amministrazione comunale stia scaricando le proprie oggettive responsabilità sul concessionario de I Gessi, provocandogli ingentissimi danni, ma anche su tutti gli altri esercizi coinvolti nella vicenda ‘verande’, anche per il perdurare di procedure sanzionatoria dai contorni ancora confusi e non definitivi, nonostante siano passati già 15 mesi dall’abrogazione dell’articolo relativo alle cosiddette ‘verande’ contenuto nel Regolamento edilizio comunale;
4) Come si giustifichi il fatto che l’Amministrazione comunale, stante la legge regionale 31/2002 che impedisce l’aumento della cubatura tramite la presenza di strutture tipo veranda, non sia intervenuta in qualsiasi momento prima della conclusione dei lavori di ristrutturazione o della sottoscrizione del patto unilaterale d’obbligo o dell’apertura dell’esercizio, in modo tale da prevenire ogni eventuale successivo problema al concessionario derivante dalla mancata osservanza della legge regionale vigente e visto che il progetto di ristrutturazione insisteva su un immobile comunale dato in concessione in seguito ad un bando pubblico e che il progetto era stato validato dallo stesso Comune;
5) Se non ritenga che tutta la procedura, a partire dal bando del Comune, sia stato quindi viziato da superficialità e approssimazione da parte degli Uffici competenti, in particolare per quanto riguarda il mancato tempestivo adeguamento del Regolamento edilizio comunale alla legge regionale;
6) Se non valuti che il bando indetto a suo tempo dal Comune di Cesena si basasse su presupposti rivelatisi fuorvianti, tali da indurre il concessionario ad assumere decisioni viziate da presupposti destituiti da certezza della norma e da condurlo a situazioni impreviste ed imprevedibili e comunque in contrasto con gli obiettivi che si era prefigurato;
7) Se non ritenga che sussistano precise responsabilità da parte degli Uffici comunali nella gestione e nella concessione delle cosiddette autorizzazioni provvisorie, visto che la totalità, tranne uno, dei 65 casi di concessione contenuti nell’elenco fornito dalla stessa Amministrazione, riporta come data dell’atto anni successivi all’emanazione della legge regionale del 2002;
8) Se non consideri quindi opportuno individuare a chi ascrivere le responsabilità amministrative e politiche di tali comportamenti che hanno determinato, come evidenziato da quanto accaduto, così notevoli ricadute economiche negative ed eventuali futuri strascichi giudiziari;
9) Se sia al corrente del fatto che, con una specifica determina dirigenziale (n.1946 del 1 dicembre 2009), il competente settore comunale avrebbe autorizzato la Società concessionaria a “cedere tramite affitto d’azienda la gestione delle attività esercitate all’interno dell’immobile comunale” in oggetto;
10) Per quali motivi non sia stato rilasciato il certificato di abitabilità alla società concessionaria;
11) Per quali motivi i competenti Uffici comunali abbiano consentito che si svolgesse per anni l’attività di ristorazione all’interno di un’immobile comunale, dato in concessione in seguito a bando pubblico, senza abitabilità;
12) Se le motivazioni addotte per negare l’abitabilità al ristorante I Gessi possano estendersi per analogia anche a tutte le altre ‘verande’ diventate da un anno e mezzo a questa parte abusive e se, di conseguenza, gli stessi Uffici debbano precluderne l’utilizzo e la frequentazione, come accaduto per il ristorante I Gessi, o si debba arguire che il trattamento riservato a quest’ultimo sia, per qualche motivo, diverso dagli altri casi;
13) In caso di risposta affermativa a quest’ultima eventualità, se sia in grado di specificare quali siano i motivi di tale trattamento diversificato;
14) Se ritenga di poter individuare tempi certi per la chiusura di questa vicenda e di poter preventivare la cronologia delle prossime scadenze, anche per dare certezze ed identificare tappe condivise a tutti gli esercizi coinvolti;
15) Come ritenga possa concludersi la vicenda che vede coinvolta la Società che ha in concessione I Gessi e come intenda responsabilmente affrontare le obiettive responsabilità dell’Amministrazione comunale nella determinazione e nella gestione di questo ‘caso’.
Antonella Celletti, capogruppo Lega Nord