Home > Anima animalista > IN DIFESA DEI CANI E DEI LORO AMICI UMANI

IN DIFESA DEI CANI E DEI LORO AMICI UMANI

Leggi la lettera che ho inviato alla Voce l'11 marzo 2010 in risposta alla replica ad un mio precedente intervento in difesa dei cani e dei loro amici umani
 
Lettera al Direttore
Dibattito sugli animali: in difesa dei cani e dei loro amici umani
 
Illustre Direttore, non ho mai nascosto la mia simpatia per il Quotidiano da Lei diretto, in particolare per il coraggio con cui affronta temi anche ‘scomodi’ sia in politica estera, che locale e nazionale, e Le ho anche manifestato personalmente i miei complimenti per la sagacia, lontana da conformismi ed ipocrisie, con cui risponde ai suoi Lettori. Apprezzo poi moltissimo la pagina che la Voce dedica agli animali abbandonati, di solito al lunedì, ed anche l’attenzione rivolta, nelle pagine della cronaca, ai maltrattamenti rivolti agli animali. Certamente non mi manca una notevole suscettibilità nei confronti dei non amici degli animali. E non me ne dispiaccio. Vedo troppi casi di crudeltà ed insensibilità gratuite, cani tenuti alla catena troppo corta (in campagna), in situazioni di estremo disagio, cani di cacciatori feriti e dispersi perché non più buoni per la caccia, cani comprati da cuccioli come giocattoli, magari entrati illegalmente in Italia ammalati e tolti dalle madri a pochi giorni, e poi abbandonati perché troppo faticosi da accudire o pesanti fardelli da sistemare per le vacanze. Lei crede veramente che chi è capace di simili gesti, sia poi un buon ‘cristiano’ con i propri simili, figli, mogli, genitori o estranei che siano? E che dire, poi, di come trattiamo gli animali degli allevamenti, quelli destinati ai macelli, delle crudeltà che infliggiamo ad esseri viventi e senzienti, senza che ci passi per l’anticamera del cervello che, come provato scientificamente, capiscono e soffrono come e più di noi? Lei afferma che i cani stanno bene in campagna. Certo, anch’io vorrei poter abitare in un bel casale, lontano dalla frenesia cittadina. Ma non posso. E per questo deve privarmi della gioia di avere la compagnia di cani e/o gatti? Se poi dovrò raccogliere il loro bisognino per strada, perché è giusto e corretto che sia così, non sarà certo per me una fatica, ma un gesto ovvio. Se Le devo dire la verità, è molto peggio per me vedere la strada illuridita da vomito ed escrementi umani, come capita di sovente, o dai rifiuti anche tossici e pericolosi che gli umani abbandonano senza alcun riguardo per i loro simili o per l’ambiente. E che dire, poi, della pet therapy che dà risultati così incoraggianti nella cura dei bambini con problemi e disabilità e per far ritrovare gioia e serenità agli anziani ormai privi di stimoli? Insomma, Caro Direttore, accolgo di buon grado le Sue legittime rimostranze, anche se non concordo affatto con esse. Soprattutto non potrò mai accettare la posizione, che non è la Sua, di chi esprime un accanimento incomprensibile contro i non umani, che convivono con noi, e contro chi li ama e li accudisce. Vorrà pur dire qualcosa, inoltre, se una famiglia italiana su quattro convive, bene o male, con un animale e se gli animali da affezione sono nel nostro Paese decine di milioni. Non possiamo quindi liquidare la questione ‘animalista’ come un interesse residuale della nostra società”.
 
Con stima e grande cordialità  Antonella Celletti, Cesena
02/05/2010 commenti (0)