IMMIGRATO CLANDESTINO DECEDUTO PER CAUSE IGNOTE: CELLETTI (LEGA NORD), L’AUSL CHIARISCA MEGLIO QUANTO ACCADUTO
“Leggiamo oggi sulla stampa una nota dell’Ausl di Cesena in cui si riferisce che solo in base ad una visita medica, al sopralluogo nell’abitazione in cui risiedeva ed all’istruttoria medico-legale effettuata, si è potuto stabilire che il tunisino clandestino, domiciliato presso un altro immigrato regolare, sarebbe deceduto, ad appena 44 anni, non a causa della tubercolosi, ma per altre motivazioni, sembra per una non meglio precisata insufficienza respiratoria. E’ evidente che con questa frettolosa dichiarazione l’Ausl ha voluto mettere le mani avanti, per evitare eventuali timori dei cittadini, peccando tuttavia di superficialità poiché, non precisando con più certezza le motivazioni del decesso, ha, al contrario, fatto emergere diverse perplessità. Di certo, il tunisino clandestino si era recato più volte in ospedale per la patologia di cui aveva sofferto in passato, come afferma l’Ausl, ed era evidentemente anche stato operato ai polmoni sempre all’ospedale di Cesena, dove, per altro, questa persona, pur trovandosi illegalmente sul territorio nazionale, viveva stabilmente da tempo. Insomma una vicenda dai contorni ancora tutti da chiarire e che qualcuno ci dovrà spiegare con dati più certi. Per questo ho presentato un’interpellanza per sapere se l’Ausl intenda effettuare l’autopsia del deceduto per stabilire, senza ombra di dubbio, da quale patologia fosse affetto e quali siano le reali motivazioni della morte.
In caso contrario, chiedo se l’Ausl non ritenga che le scarse e labili rassicurazioni, affidate ad una nota, non possono soddisfare le legittime richiese di chiarimento emerse da più segnalazioni di cittadini. Di qui la richiesta di un’illustrazione della storia clinica del deceduto, quando sia stata riscontrata la malattia da cui era stato affetto, se la patologia sia stata denunciata, quando fu sottoposto ad intervento, quante visite e controlli abbia effettuato in Ospedale, a quale data risalga l’ultimo controllo, quale sia stata in quell’occasione la diagnosi e se ci fossero perplessità sul suo stato di salute.
Chiedo inoltre di sapere da quanto tempo lo stesso immigrato risiedesse a Cesena, se la sua permanenza illegale in città fosse a conoscenza delle forze dell’ordine, quale fosse l’attività da lui svolta, a quale titolo risiedesse nell’abitazione di un altro immigrato regolare e se sul repentino decesso possano esserci risvolti che destano dubbi circa la possibilità che lo stato di salute del deceduto sia stato, per così dire, trascurato dal coinquilino.
Sarà poi importante conoscere se il contratto di affitto dell’abitazione, in cui è accaduto il fatto, sia regolare, a chi sia intestato e se corrisponda al vero che si tratta di una struttura fatiscente. Credo che di fronte ad eventi di questa portata l’Amministrazione comunale non possa esimersi dal mettere in atto controlli per verificare i contorni di questa vicenda e la presenza di situazioni analoghe di convivenza e di permanenza di immigrati clandestini in città”.
“Leggiamo oggi sulla stampa una nota dell’Ausl di Cesena in cui si riferisce che solo in base ad una visita medica, al sopralluogo nell’abitazione in cui risiedeva ed all’istruttoria medico-legale effettuata, si è potuto stabilire che il tunisino clandestino, domiciliato presso un altro immigrato regolare, sarebbe deceduto, ad appena 44 anni, non a causa della tubercolosi, ma per altre motivazioni, sembra per una non meglio precisata insufficienza respiratoria. E’ evidente che con questa frettolosa dichiarazione l’Ausl ha voluto mettere le mani avanti, per evitare eventuali timori dei cittadini, peccando tuttavia di superficialità poiché, non precisando con più certezza le motivazioni del decesso, ha, al contrario, fatto emergere diverse perplessità. Di certo, il tunisino clandestino si era recato più volte in ospedale per la patologia di cui aveva sofferto in passato, come afferma l’Ausl, ed era evidentemente anche stato operato ai polmoni sempre all’ospedale di Cesena, dove, per altro, questa persona, pur trovandosi illegalmente sul territorio nazionale, viveva stabilmente da tempo. Insomma una vicenda dai contorni ancora tutti da chiarire e che qualcuno ci dovrà spiegare con dati più certi. Per questo ho presentato un’interpellanza per sapere se l’Ausl intenda effettuare l’autopsia del deceduto per stabilire, senza ombra di dubbio, da quale patologia fosse affetto e quali siano le reali motivazioni della morte.
In caso contrario, chiedo se l’Ausl non ritenga che le scarse e labili rassicurazioni, affidate ad una nota, non possono soddisfare le legittime richiese di chiarimento emerse da più segnalazioni di cittadini. Di qui la richiesta di un’illustrazione della storia clinica del deceduto, quando sia stata riscontrata la malattia da cui era stato affetto, se la patologia sia stata denunciata, quando fu sottoposto ad intervento, quante visite e controlli abbia effettuato in Ospedale, a quale data risalga l’ultimo controllo, quale sia stata in quell’occasione la diagnosi e se ci fossero perplessità sul suo stato di salute.
Chiedo inoltre di sapere da quanto tempo lo stesso immigrato risiedesse a Cesena, se la sua permanenza illegale in città fosse a conoscenza delle forze dell’ordine, quale fosse l’attività da lui svolta, a quale titolo risiedesse nell’abitazione di un altro immigrato regolare e se sul repentino decesso possano esserci risvolti che destano dubbi circa la possibilità che lo stato di salute del deceduto sia stato, per così dire, trascurato dal coinquilino.
Sarà poi importante conoscere se il contratto di affitto dell’abitazione, in cui è accaduto il fatto, sia regolare, a chi sia intestato e se corrisponda al vero che si tratta di una struttura fatiscente. Credo che di fronte ad eventi di questa portata l’Amministrazione comunale non possa esimersi dal mettere in atto controlli per verificare i contorni di questa vicenda e la presenza di situazioni analoghe di convivenza e di permanenza di immigrati clandestini in città”.