IMMIGRATI DELUSI DAL COMUNE? CELLETTI (LEGA NORD), “DICHIARAZIONI INCONCEPIBILI”
“Ma che vogliono di più gli immigrati a Cesena? Quelli regolari hanno gli stessi diritti degli italiani, anzi, nei loro confronti, le Amministrazioni comunali hanno avuto sempre particolare riguardo. Basta esaminare i dati sugli aiuti, soprattutto economici, per vedere come queste persone abbiano ricevuto e ricevano, percentualmente rispetto al loro numero, risorse e facilitazioni di molto superiori agli italiani in difficoltà. Se pensiamo poi che anche i clandestini possono accedere gratuitamente ad ogni cura sanitaria e che, visti gli scarsi controlli, possono risiedere nel nostro territorio anche per anni, saremmo noi italiani a doverci lamentare. Abbiamo poi già denunciato in ogni sede che la concessione del voto agli extracomunitari (residenti da tre anni) per i nuovi Quartieri, prevista dalla Giunta Lucchi e da tutti i partiti tranne la Lega Nord, è illegittima. Basta leggere il parere del Consiglio di Stato 11074 del 6 luglio 2005 per constatarlo. Il voto è l’unico diritto (e dovere) che differenzia il cittadino italiano dagli altri residenti sul territorio. Il voto è, a nostro avviso, la fine di un articolato percorso di integrazione, testimonianza della volontà dell’immigrato di diventare italiano a tutti gli effetti. Per la sinistra, invece, il voto dovrebbe essere concesso subito, senza nessuna verifica di un’avvenuta integrazione. Ma non per fini disinteressati: in continua emorragia di consensi, la sinistra cerca voti tra gli immigrati, non comprendendo che soprattutto gli islamici, con il voto ‘facile’, formerebbero immediatamente un partito confessionale per poter imporre la convivenza della sharia e di costumi più radicali con le nostre leggi di eguaglianza e di libertà. E parliamo anche di moschea. A Cesena ce n’è una abusiva ed il Comune non si sta muovendo per ristabilire la legalità. In Emilia-Romagna di moschee e centri culturali islamici ce ne sono 84 censiti e molti altri abusivi. Che non servono solo per pregare, perché allora sarebbero sufficienti le sale di preghiera (come era stato consentito a Cesena dal Comune). Moschee e centri culturali in così gran numero servono ad imporre una presenza ‘politica’ dell’Islam in Italia, così come altre espressioni esteriori dell’islamismo, vedi il velo delle donne. Purtroppo la volontà di islamizzare l’Italia e l’Europa, dichiarata esplicitamente da leader islamici, trova porte aperte in molti ambienti accecati ed obnubilati dalla cultura relativista e nichilista, dal pregiudizio antioccidentale ed antiliberale e dal buonismo terzomondista. A questa deriva dobbiamo assolutamente sottrarci. Per il bene della nostra società e di quegli immigrati che amano il nostro Paese e che vogliono vivere qui un’esistenza pacifica e laboriosa per diventare, quando sarà il momento, dei veri italiani”.
“Ma che vogliono di più gli immigrati a Cesena? Quelli regolari hanno gli stessi diritti degli italiani, anzi, nei loro confronti, le Amministrazioni comunali hanno avuto sempre particolare riguardo. Basta esaminare i dati sugli aiuti, soprattutto economici, per vedere come queste persone abbiano ricevuto e ricevano, percentualmente rispetto al loro numero, risorse e facilitazioni di molto superiori agli italiani in difficoltà. Se pensiamo poi che anche i clandestini possono accedere gratuitamente ad ogni cura sanitaria e che, visti gli scarsi controlli, possono risiedere nel nostro territorio anche per anni, saremmo noi italiani a doverci lamentare. Abbiamo poi già denunciato in ogni sede che la concessione del voto agli extracomunitari (residenti da tre anni) per i nuovi Quartieri, prevista dalla Giunta Lucchi e da tutti i partiti tranne la Lega Nord, è illegittima. Basta leggere il parere del Consiglio di Stato 11074 del 6 luglio 2005 per constatarlo. Il voto è l’unico diritto (e dovere) che differenzia il cittadino italiano dagli altri residenti sul territorio. Il voto è, a nostro avviso, la fine di un articolato percorso di integrazione, testimonianza della volontà dell’immigrato di diventare italiano a tutti gli effetti. Per la sinistra, invece, il voto dovrebbe essere concesso subito, senza nessuna verifica di un’avvenuta integrazione. Ma non per fini disinteressati: in continua emorragia di consensi, la sinistra cerca voti tra gli immigrati, non comprendendo che soprattutto gli islamici, con il voto ‘facile’, formerebbero immediatamente un partito confessionale per poter imporre la convivenza della sharia e di costumi più radicali con le nostre leggi di eguaglianza e di libertà. E parliamo anche di moschea. A Cesena ce n’è una abusiva ed il Comune non si sta muovendo per ristabilire la legalità. In Emilia-Romagna di moschee e centri culturali islamici ce ne sono 84 censiti e molti altri abusivi. Che non servono solo per pregare, perché allora sarebbero sufficienti le sale di preghiera (come era stato consentito a Cesena dal Comune). Moschee e centri culturali in così gran numero servono ad imporre una presenza ‘politica’ dell’Islam in Italia, così come altre espressioni esteriori dell’islamismo, vedi il velo delle donne. Purtroppo la volontà di islamizzare l’Italia e l’Europa, dichiarata esplicitamente da leader islamici, trova porte aperte in molti ambienti accecati ed obnubilati dalla cultura relativista e nichilista, dal pregiudizio antioccidentale ed antiliberale e dal buonismo terzomondista. A questa deriva dobbiamo assolutamente sottrarci. Per il bene della nostra società e di quegli immigrati che amano il nostro Paese e che vogliono vivere qui un’esistenza pacifica e laboriosa per diventare, quando sarà il momento, dei veri italiani”.