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IL PD DIFENDE LA LIBERTA' DI STAMPA SOLO QUANDO GLI FA COMODO

Leggi la lettera alla stampa del 18 agosto 2010

CELLETTI (LEGA NORD): IL PD LOCALE DIFENDE LA LIBERTA’ DI STAMPA A CORRENTE ALTERNATA

Il PD locale difende la libertà di stampa a corrente alternata. E cioè solo quando gli fa comodo, quando getta fango e fa disinformatjia sul nemico di turno. Guai se i media si permettono di fare inchieste su fatti e personaggi organici alle mire politiche o partitiche della sinistra. Allora il bavaglio è d’obbligo. Subito parte il tam tam: dai dirigenti nazionali al più modesto funzionario locale, tutti a dire la stessa cosa come tanti bravi soldatini. Fa sorridere oggi la finta protesta per la libertà di stampa, inscenata mesi fa in Consiglio comunale a Cesena dai consiglieri di maggioranza, sulla scia delle manifestazioni promosse dagli epigoni del comunismo, che ha fatto scuola sulle tecniche di privazione anche cruenta della libertà di pensiero e di espressione. Oggi, gli stessi che hanno manifestato a favore della libertà di linciare gli avversari politici attraverso i media, vogliono mettere il silenziatore alle inchieste, queste sì giornalistiche, su fatti e misfatti che coinvolgono pedine funzionali ai loro obiettivi, tra cui non so se ci sia anche il sovvertimento dello statu quo istituzionale. Certe verità, infatti, se prendessero piede, potrebbero essere di ostacolo al disegno ordito dalla stessa vecchia oligarchia che comanda in Italia da decenni contro un Governo che, comunque la si giri, detiene ancora il consenso della maggioranza degli italiani. Ma questi atteggiamenti di libertarismo a senso unico da parte degli ex Pci/Pds/Ds/Pd non stupiscono. E’ il loro metodo da sempre, solo che nessuno ha mai provato seriamente a chiedere loro il conto. I risultati, tuttavia, si vedono nelle urne o negli ultimi sondaggi, che disegnano il PD come un partito “particolarmente debole”, mentre soprattutto la Lega Nord, che guadagna consensi, ma anche il Pdl continuano ad avere la fiducia degli Italiani. E si capisce bene anche il perché. I modi della sinistra sono sempre gli stessi
, influenzati dal permanere di una cultura politica totalitaria e totalizzante che non si rassegna a dover convivere e a confrontarsi con altre culture altrettanto legittime ed autorevoli. Elitarismo, sentimento di superiorità antropologica e morale, egemonizzazione della cultura, demonizzazione del nemico: sono tutti ingredienti di quello che Marcello Veneziani ha chiamato ‘razzismo etico’ della sinistra nostrana e che Luca Ricolfi ha ben descritto in un suo saggio: sono quei motivi che portano la sinistra a credere di poter inglobare tutto e tutti, di poter sostenere tutte le parti in gioco e di non pagare mai il dazio. Ma sono anche quei motivi per cui questa sinistra è destinata ancora alla ‘panchina’ per lungo tempo.

18/08/2010 commenti (0)