CELLETTI (LEGA NORD): GLI AUGURI DI BUON FERRAGOSTO DI LUCCHI SMENTITI DA CASI COME QUELLO DELL’AMBARADAN
Sulla vicenda della ludoteca Ambaradam l’Amministrazione ha fatto esternazioni grottesche che la dicono lunga sulla precisa volontà della Giunta e del suo Sindaco di fare orecchie da mercante a qualsiasi richiesta proveniente dal basso. Non è infatti isolato il caso dei genitori di questa ludoteca, trattati come ingrati perché non assecondano i diktat comunali. Qualsiasi sia il tema, i cittadini ottengono qualcosa solo se la richiesta è conforme ai disegni di palazzo Albornoz. In caso contrario, ciccia! In tutto questo, emergono quindi lo sconfortate conformismo dell’esecutivo e la pervicace volontà di non assecondare certi progetti interessanti, magari perché suggeriti da ambienti estranei agli uffici preposti. Non illudiamoci, il Comune vuole il controllo di tutto, dalla culla alla tomba. Altro che sussidiarietà orizzontale e verticale. In tutto questo bulirone, emerge l’accorato messaggio ferragostano di Lucchi, che dimentica come Ferragosto non segni il “momento dell’anno consacrato alle ferie”, ma rappresenti una delle festività cattoliche più importanti e antiche: l’assunzione in cielo della Vergine Maria. Non ci stupiamo comunque più di nulla. Di fronte a soggetti che fanno gli auguri ai musulmani per il ramadan, che è un periodo di espiazione, ci sono altri che scambiano una festa della nostra tradizione religiosa per il culmine dell’estate vacanziera. A parte questo, speriamo che Lucchi dia seguito almeno ad una parte del suo messaggio e che si impegni, come ha promesso, in tutte le iniziative utili per difendere il lavoro dipendente ed autonomo e perché siano meno del previsto i cesenati che guarderanno con apprensione alla ripresa dell’attività. Anche se di lavoratori scontenti ce ne saranno sempre di più. Soprattutto quelli per cui la Giunta non ha mosso un dito (che ne è stato dei dipendente della cooperativa Quadrifoglio?) o di quelli per cui lo stesso esecutivo ha decretato unilateralmente il licenziamento (per esempio il professore del Corelli licenziato in tronco per futili motivi dopo 27 anni di collaborazione con il Comune). L’auspicio è quindi che lo “sforzo politico” promesso da Lucchi, unitamente a sindacati e associazioni di categoria, sia un vero impegno ad aprirsi a progetti alternativi, ad accogliere con favore suggerimenti e proposte esterni ed indipendenti e a rivisitare decisioni assunte in modo acritico. In caso contrario, la solita mafrina della “qualità della vita a Cesena e della coesione sociale di cui tutti andiamo fieri” la prendiamo per quella che è oggi: la favoletta di un amministratore con il paraocchi.