DALLA PARTE DEI CANI. PLAUSO AL SOTTOSEGRETARIO ALLA SALUTE FRANCESCA MARTINI
“Caro Direttore, ho provato oggi un senso di repulsione nel leggere la lettera di un lettore di Ravenna grondante di cinofobia da rasentare una forma patologica. Diffido da sempre di chi non ama e non rispetta gli animali, in particolare i cani, che dall’era delle caverne accompagnano con fedeltà l’uomo. Diffido anche di chi non capisce o non vuole sapere che gli animali soffrono come gli umani e, come gli umani, hanno turbe psichiche, esplosioni di paura e di rabbia, reazioni anche feroci se ravvisano nei comportamenti degli altri esseri viventi un atteggiamento aggressivo. Ciò non toglie che io non prova costernazione per i fatti gravissimi in cui persone vengono aggredite, ferite o addirittura uccise da animali. Ma se si indagassero questi casi con cognizione di causa, si potrebbe ben vedere come, in molti di essi, le responsabilità siano, se non altro, equamente divise con gli umani, che non sanno trattare gli animali, non li conoscono e non sanno convivere con loro in armonia. Pur nella consapevolezza della gravità di certi casi di cronaca, depreco anche il modo sensazionalistico con cui vengono presentati dai media. Che, con le immagini stereotipate di cani rabbiosi con cui corredano gli articoli, puntano a colpire negativamente l’immaginario collettivo e l’emotività delle persone, colpevolizzando solo ed esclusivamente l’amico dell’uomo. Che, ahimè, non legge e non vota, né può difendersi dalla gogna mediatica e dalle crudeltà che gli vengono quotidianamente inflitte. Anche nel caso tragico dell’attacco di cani randagi avvenuto nel ragusano, sarebbe miope non vedere che le responsabilità sono da attribuire a chi non rispetta e non fa rispettare le leggi in materia di tutela e controllo della popolazione canina. La civiltà di un popolo si vede da come tratta gli animali e l’ambiente. Purtroppo quello che accade in molte parti d’Italia e quello che esprimono certe persone ci fa pensare che sia ancora molta la strada che dobbiamo percorrere. Plaudiamo quindi all’azione del sottosegretario alla salute Francesca Martini, che ha ricordato come le mattanze ingiustificate di cani ci porterebbero al livello di un Paese del terzo mondo e che i sindaci devono rispettare le leggi vigenti. Ma l’appello va esteso a tutti, media e società, perché approccino il tema degli animali a noi più vicini senza pregiudizi. In modo tale da non vanificare, ma anzi da promuovere, tutti gli aspetti assolutamente positivi legati alla convivenza uomo/animale”.