CORSI DI ITALIANO PER STRANIERI: CELLETTI (LEGA NORD), SONO EFFICACI?
PRESENTATA INTERPELLANZA.
Credo che sia una verità inoppugnabile il fatto che uno straniero, per inserirsi in una comunità, debba parlarne la lingua con una minima proprietà, in modo da comprenderne i significati. Parlare la lingua del Paese ospitante è quindi uno strumento strategico di buona convivenza tra immigrati e società locali. Non a caso in molti Stati è indispensabile conoscere la lingua per poter entrare. In Italia parliamo da anni di questo problema, ma ci sono ritardi. E’ del 4 giugno 2010 un decreto del Ministro Maroni sull’obbligatorietà del test di conoscenza della lingua italiana, al cui superamento è subordinato il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.
La conoscenza della lingua significa anche evitare gravi problemi nei posti di lavoro, in sanità, nei trasporti e così via. Su questo tema ho sollecitato più volte l’Amministrazione comunale (anche nella passata legislatura) a fare di più. Non basta, infatti, mettere in piedi dei corsi un po’ estemporanei, senza valutarne l’efficacia, e vantarsi di una partecipazione minimale, rispetto all’entità dei residenti stranieri. E soprattutto senza conoscere, anche a grandi linee, quale sia la portata del problema. Conoscere la lingua deve diventare obbligatorio ed il Comune deve agire in modo più capillare e più cogente perché donne e uomini stranieri apprendano almeno i rudimenti della lingua, tanto da potersi spiegare e comprendere regole e norme del paese che li ospita. Detto ciò, il comunicato del Comune dei giorni scorsi, sul boom di iscrizioni ai corsi di italiano, ha toni troppo trionfalistici, proprio per i numeri esigui che riporta e per i risultati che non sono certificabili in alcun modo. Non si parla infatti di valutazioni finali, di effettiva regolarità nella frequenza nè di test che provino la bontà degli insegnamenti impartiti. Insomma le modalità di approccio ad un problema concreto sono quelli del solito buonismo peloso e del paternalismo che non servono all’integrazione. Per questo ho presentato un’interpellanza in cui rivolgo diversi interrogativi alla Giunta comunale per chiedere chiarimenti sulle cifre citate nel comunicato di Giunta, sulla regolarità della frequenza ai corsi, sulla nazionalità dei partecipanti e degli insegnanti, sulla possibilità di inserire test di conoscenza della lingua sia all’inizio che alla fine del corso, su quali iniziative si intendano assumere nei confronti del decreto ministeriale del 4 giugno 2010 e per sapere, infine, quale sia, oggi, l’effettivo numero degli stranieri residenti a Cesena, per Quartiere e per nazionalità.
La sottoscritta consigliera comunale del Gruppo della Lega Nord Romagna Antonella Celletti
appreso
-da un comunicato dell’Amministrazione che sono “sempre più gli stranieri presenti a Cesena che usufruiscono dei corsi di italiano organizzati dal Centro interculturale Movimenti”;
-che si parla di quasi 400 iscritti fra settembre 2009 e giugno 2010 e nel semestre gennaio-giugno avrebbero frequentato le lezioni 240 immigrati (145 nei Quartieri);
-che nel comunicato di afferma che quest’ultimo dato risulterebbe “quasi doppio rispetto a quanti avevano seguito i corsi decentrati organizzati lo scorso anno”;
-che in uno dei sette Quartieri interessati all’iniziativa e precisamente il Centro Urbano ci sarebbe stata la frequenza più alta, 44 allievi, più 29 che avrebbero partecipato ai corsi svoltisi al Centro per la Pace, il giovedì pomeriggio;
-che l’articolazione dei corsi presso la sede del Centro Movimenti (sulla base di una precedente risposta) va dal 15 settembre al 15 giugno;
-che i 240 ‘studenti’ iscritti nel periodo gennaio-giugno, sarebbero così suddivisi per sesso: 118 donne, 122 uomini;
-che sarebbe progressivamente aumentato anche il numero dei frequentatori fino a 18 anni, sarebbero 18, per motivi di ‘sostegno’;
-che per l’anno 2008 i corsi realizzati nei Quartieri avrebbero coinvolto 175 utenti;
-che durante i corsi non si sarebbero svolte solo lezioni di italiano, ma sarebbero state date informazioni di varia utilità;
-che, nella risposta ad una precedente interpellanza, non risultava chiara la nazionalità degli insegnanti che svolgono tali corsi;
-che nel 2008 il 15% degli iscritti non ha concluso il corso base;
-che non sono condotte ricerche specifiche sulla conoscenza della lingua italiana tra i cittadini stranieri residenti;
-che non è dato di sapere in modo oggettivo se i corsi suddetti forniscano effettivamente i mezzi linguistici indispensabili per gli stranieri residenti;
-che il Centro Movimenti ha comportato nel 2008 un costo di 33.259 euro (9.900 sostenuti dalla Regione e 6000 dalla Provincia) con un costo per utente pari a 96 euro ed un incremento rispetto al 2007 di 8.500 euro;
visto
-il decreto 4 giugno 2010 del Ministero dell’Interno, sullo svolgimento dei testdi conoscenza della lingua italiana;
chiede di conoscere
1) come siano da interpretare le cifre degli iscritti ai corsi, se i 400 iscritti fra settembre 2009 e giugno 2010 abbiano tutti portanto a termine il corso che dovrebbe durare dal 15 settembre al 15 giugno o se da gennaio a giugno 2010 siano stati solo 240 a portarli a termine o ci siano state iscrizioni nel corso del periodo citato e quindi non tutti abbioano frequentato con costanza il corso completo;
2) se nel 2008 i corsi hanno coinvolto 175 utenti come possa affermare il comunicato del Comune che i frequentanti sono “quasi il doppio”, senza specificare, per esempio, la durata della frequenza di ogni singolo iscritto e la percentuale della durata della frequenza rapportata ai frequentanti;
3) la nazionalità dei 400 iscritti fra settembre 2009 e giugno 2010 e dei 240 iscritti nel periodo gennaio-giugno 2010, suddivisa per sesso;
4) se i 18 utenti di età fino ai 18 anni siano coinvolti nelle lezioni di apprendimento dei primi rudimenti della lingua per adulti oppure siano seguiti in modo diverso;
5) quante lezioni ci siano alla settimana e di quante ore;
6) se sia possibile che gli stranieri che partecipano possano imparare i primi elementi della lingua italiana, che tutti sappiamo essere una lingua difficile e complessa, se, fra gli obiettivi dei corsi in oggetto quello dell’apprendimento della lingua non sembra essere quello prioritario;
7) se si può considerare un ‘successo’ il fatto che nel Centro urbano dove risiede la stragrande maggioranza degli stranieri residenti in città, siano solo 73 quelli che frequentano i corsi;
8) quale sia la presenza media degli stranieri ai corsi e quale sia il numero di coloro che abbandonano i corsi, in ogni sede essi si svolgano;
9) se gli insegnanti siano tutti di nazionalità italiana e quali titoli di studio abbiano;
10) se non ritenga necessario che vengano apprestati due tipi di test da sottoporre ai partecipanti ai corsi all’inizio ed alla fine degli stessi per verificare il percorso di apprendimento e testare i risultati, in modo tale da poter eventualmente modificare il tipo di insegnamento in caso di risultati modesti;
11)se non ritenga che quanto suggerito nella precedente domanda sia indispensabile per valutare se le risorse pubbliche ed umane impiegate in questo settore, di grande rilevanza al fine di una tranquilla convivenza tra stranieri e italiani, siano andate a buon fine o necessitino di una rimodulazione;
12)quale costo ha comportato il Centro Movimenti nel 2009 e quale è previsto nel 2010 e se e quali risorse, di qualunque provenienza, siano state destinate al Centro per la Pace per l’organizzazione di corsi per 29 partecipanti;
13)se intenda ampliare il numero dei corsi e renderne obbligatoria la frequenza, di concerto con altre Istituzioni sul territorio;
14)alla luce del decreto 4 giugno 2010, quali iniziative intende porre in essere di concerto con la prefettura e le istituzioni scolastiche;
15)quale sia, ad oggi, il numero degli stranieri residenti a Cesena per Quartiere e per nazionalità.
Antonella Celletti, capogruppo Lega Nord