CONSIGLIO COMUNALE SU CRISI: CELLETTI (LEGA NORD), UN’OCCASIONE SPRECATA
“Come già avevamo ampiamente pronosticato, il Consiglio comunale aperto, in tema di crisi, svoltosi ieri pomeriggio, si è rivelata un’occasione sprecata. Voluto fortemente in questa forma dal sindaco Lucchi, tutto si è svolto come da copione, con la solita passerella di esponenti più o meno big, alcuni dichiaratamente estranei alla realtà locale e quindi impossibilitati ad analizzare i contorni della crisi se non genericamente. Non si è sentito nulla di nuovo: le prevedibili sparate antigovernative da parte di alcuni, l’arcaico linguaggio anni 70 di una parte del sindacato, che, tra le tante lagnanze, evidenzia la totale incomprensione degli scenari futuri e non si pronuncia mai su riforme indispensabili come quella del welfare e su problemi incombenti come quello della formazione continua e della riconversione dei lavoratori. Noi della Lega avevamo chiesto di sentire esponenti della Giunta provinciale e regionale, per sapere quali provvedimenti concreti abbiano assunto le rispettive Amministrazioni per il nostro territorio. La nostra richiesta non è stata accolta. Così abbiamo ascoltato le usuali autoincensazioni della Giunta comunale, le solite lamentazioni per le risorse più magre (ma tutti sono bravi amministratori con molti soldi, è amministrare bene con poco che è difficile!) unite alle critiche al Governo (che invece ha messo in atto misure importanti per famiglie, imprese e lavoratori). Solo dai banchi della Lega sono stati centrati alcuni dei punti nodali per aiutare la ripresa. Innanzitutto la necessità di progetti strutturali e concreti per la formazione continua dei lavoratori e per la loro riconversione e riqualificazione. L’uscita dal tunnel è visibile (nonostante le cassandre della sinistra che vorrebbero che tutto andasse male), ma per arrivarci sarà necessaria una profonda ristrutturazione dell’apparato produttivo, oltre ad altre riforme indispensabili enumerate in aula. Questo significherà una ristrutturazione altrettanto profonda del lavoro. Poi c’è la questione urgente dell’educazione: ai giovani bisogna insegnare che i processi di vero cambiamento non possono prescindere dallo sforzo, dall’impegno e dalle responsabilità personali. Avrei voluto sentire gli amministratori, gli esperti, i sindacati e le associazioni di categoria confrontarsi su questi ed altri temi in prospettiva, per ridare fiducia ed una via di uscita dignitosa e propositiva alla nostra comunità e per mettere a punto progetti concreti in questo senso. Non ho sentito altro che becere lamentazioni, analisi ormai obsolete e troppo facili promesse di elargizioni assistenziali che, se non accompagnate da concreti progetti di riforma e riqualificazione, servono solo momentaneamente, senza dare vere prospettive e speranze ai lavoratori”.
“Come già avevamo ampiamente pronosticato, il Consiglio comunale aperto, in tema di crisi, svoltosi ieri pomeriggio, si è rivelata un’occasione sprecata. Voluto fortemente in questa forma dal sindaco Lucchi, tutto si è svolto come da copione, con la solita passerella di esponenti più o meno big, alcuni dichiaratamente estranei alla realtà locale e quindi impossibilitati ad analizzare i contorni della crisi se non genericamente. Non si è sentito nulla di nuovo: le prevedibili sparate antigovernative da parte di alcuni, l’arcaico linguaggio anni 70 di una parte del sindacato, che, tra le tante lagnanze, evidenzia la totale incomprensione degli scenari futuri e non si pronuncia mai su riforme indispensabili come quella del welfare e su problemi incombenti come quello della formazione continua e della riconversione dei lavoratori. Noi della Lega avevamo chiesto di sentire esponenti della Giunta provinciale e regionale, per sapere quali provvedimenti concreti abbiano assunto le rispettive Amministrazioni per il nostro territorio. La nostra richiesta non è stata accolta. Così abbiamo ascoltato le usuali autoincensazioni della Giunta comunale, le solite lamentazioni per le risorse più magre (ma tutti sono bravi amministratori con molti soldi, è amministrare bene con poco che è difficile!) unite alle critiche al Governo (che invece ha messo in atto misure importanti per famiglie, imprese e lavoratori). Solo dai banchi della Lega sono stati centrati alcuni dei punti nodali per aiutare la ripresa. Innanzitutto la necessità di progetti strutturali e concreti per la formazione continua dei lavoratori e per la loro riconversione e riqualificazione. L’uscita dal tunnel è visibile (nonostante le cassandre della sinistra che vorrebbero che tutto andasse male), ma per arrivarci sarà necessaria una profonda ristrutturazione dell’apparato produttivo, oltre ad altre riforme indispensabili enumerate in aula. Questo significherà una ristrutturazione altrettanto profonda del lavoro. Poi c’è la questione urgente dell’educazione: ai giovani bisogna insegnare che i processi di vero cambiamento non possono prescindere dallo sforzo, dall’impegno e dalle responsabilità personali. Avrei voluto sentire gli amministratori, gli esperti, i sindacati e le associazioni di categoria confrontarsi su questi ed altri temi in prospettiva, per ridare fiducia ed una via di uscita dignitosa e propositiva alla nostra comunità e per mettere a punto progetti concreti in questo senso. Non ho sentito altro che becere lamentazioni, analisi ormai obsolete e troppo facili promesse di elargizioni assistenziali che, se non accompagnate da concreti progetti di riforma e riqualificazione, servono solo momentaneamente, senza dare vere prospettive e speranze ai lavoratori”.