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COMMERCIO: LUCCHI TROPPO DECISIONISTA

Comunicato stampa del 29 ottobre 2009
COMMERCIO: CELLETTI (LEGA NORD) TROPPO POCO DEMOCRATICO IL DECISIONISMO DEL SINDACO LUCCHI

“Per quanto io sia d’accordo con l’assioma che alla guida di ogni struttura complessa ci deve essere un decisore che si assume onori ed oneri delle scelte, credo anche che il neosindaco Lucchi abbia fatto, su questa strada, il passo più lungo della gamba. E la prova provata di quanto affermo la vediamo sul fronte del commercio. In questo frangente il decisionismo del sindaco si è trasformato in atti di imperio che vanno contro ogni buona pratica di concertazione e di mediazione. In centro storico, gran parte degli addetti del settore è sul piede di guerra. Hanno ragione perché, a quanto è dato di sapere, non c’è stata alcuna apertura alle loro concrete richieste. Lo dimostra anche l’andamento della riunione di ieri sera in Comune, a cui non ho partecipato volutamente perché dedicata in particolare al confronto fra gli operatori e l’Amministrazione. Un confronto che, secondo i vari pareri raccolti, si è risolto con un nulla di fatto, visto che il Comune ha definito inappellabili i propri diktat, mentre molti addetti del settore hanno abbandonato la sala consigliare delusi nelle loro legittime aspettative. Dunque, Lucchi procede come un caterpillar sull’apertura del giovedì pomeriggio e sulla concentrazione delle aperture domenicali da ottobre a gennaio. Senza considerare che gli esercizi a conduzione famigliare difficilmente potranno misurarsi su questo piano con i centri commerciali e con certi negozi monomarca. Peccato che non ci sia stata la volontà, da parte del Comune, di studiare alternative o di proporre correttivi: se si vende di domenica, non è detto che si venda il lunedì, anzi nei primi giorni della settimana il centro rimane vuoto. E’ vero, la crisi incombe e c’è necessità di rilanciare centro storico e commercio, ma non a discapito delle famiglie, dei lavoratori e del giusto diritto al riposo. Chi critica posizioni così lineari e trasparenti come la nostra, non tiene strumentalmente conto del fatto che in Italia ci sono regole e diritti (e naturalmente doveri) che devono valere per tutti”.
03/11/2009 commenti (0)