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CENTRI DIURNI PSICHIATRICI: RECEDERE DAL PROGETTO DI CHIUSURA

Leggi il comunicato stampa del 6 marzo 2010
CENTRI DIURNI PSICHIATRICI: CELLETTI (LEGA NORD), CON SEMPRE PIU’ CONVINZIONE CHIEDIAMO ALL’AUSL DI RECEDERE DAL PROGETTO DI CHIUSURA

“Sarebbe bello che tutti i cesenati visitassero, come abbiamo fatto noi consiglieri comunali, il Centro diurno Don Minzoni, uno di quelli che l’Ausl cesenate vuole chiudere, gettando nella disperazione gli utenti e le loro famiglie e lasciando senza lavoro i loro educatori. Vedrebbero un ambiente sereno, ‘protettivo ed accogliente’, ampio ed inserito nel contesto urbano, come richiesto anche dal Piano attuativo di salute mentale della Regione, a cui affidare i propri cari, senza farli vivere in situazioni di stress, fonti di ricadute in una sintomatologia disabilitante. Gli stessi cesenati, poi, dovrebbero vedere quale sia la destinazione futura che l’Ausl ha previsto per queste persone. Un ghetto nelle cosiddette ‘Palazzine’: tre stanze sacrificate in un ambiente che tutto si può dire fuorché accogliente e famigliare, a stretto contatto con situazioni acute e di emergenza. Non è difficile pensare che, in quel posto, i pazienti che oggi frequentano i Centri diurni non ci vorranno andare o, in caso di frequentazione, non potranno che regredire. Con la conseguenza di far ricadere tutti i problemi sulle spalle delle famiglie, mentre ci sarà chi parlerà di improvvise guarigioni, grazie a questo dissennato progetto, perchè il nuovo centro, frutto della riorganizzazione, vedrà sempre meno utenti. Sembra di assistere all’ennesimo gioco al massacro, dove chi è più debole viene travolto dalla legge del più forte. Non si può tacere senza fare nulla. Vogliamo capire bene cosa ci sia dietro questo progetto preconfezionato di riorganizzazione, che non risponde, di fatto, neppure alle direttive regionali. Per questo invitiamo i vertici dell’Ausl a fermarsi ed a riflettere su soluzioni alternative, in un confronto chiaro con le famiglie e gli operatori. Per questo chiediamo al PD ed ai suoi alleati se credano veramente nella bontà di questo progetto improponibile o se il loro appoggio incondizionato sia dettato da ragioni che vanno ricercate altrove".
17/03/2010 commenti (0)