AUSL CESENA: DISSERVIZI PIASTRA, CELLETTI (LEGA NORD), LA RISPOSTA OFFENDE GLI UTENTI
I disservizi ci sono. Eccome. E se li riconoscono, obtorto collo, anche i vertici dell’Ausl di Cesena significa che sono macroscopici ed ingiustificabili. Ci saremmo aspettati, tuttavia, che l’Ausl si scusasse, riconoscesse gli errori e se ne assumesse la piena responsabilità, oltre ad accelerare le migliorie, senza aspettare le denunce della gente. Nulla di tutto questo. Se i pazienti, in attesa dell’apertura delle porte della Piastra per sottoporsi ai prelievi, si accalcano all’esterno, qualunque tempo ci sia, rischiando talvolta la rissa, è colpa loro. Questo il verdetto dell’Ausl. Devono cambiare abitudini e orari. Non più, quindi, arrivare per tempo, come si faceva prima, con la possibilità di sedersi all’interno dell’Ospedale in attesa del prelievo, ma giungere all’ultimo momento con la speranza di non dover aspettare tempi biblici. L’atteggiamento della dirigenza Ausl è davvero inspiegabile: sta sovvertendo l’ordine delle cose, senza timore di un organismo superiore che la richiami all’ordine. Gli errori ed i disservizi sono cosa loro, ma chi ci rimette è solo l’utente. Tutto l’apparato dovrebbe essere al servizio dei pazienti, visto che sono i cittadini a pagare anche i lauti stipendi della dirigenza, ma sembra che sia la gente ad essere al loro servizio. La verità è che nella progettazione della Piastra, costata oltre 13 milioni di euro, e del tunnel sono stati fatti sbagli macroscopici. Nella Piastra, infatti, solo per fare pochi esempi, nonostante i 9000 mq di superficie, non è stato previsto uno spazio agevole per le attese pre-orario di apertura, mancano i bagni per i disabili che trovano difficoltà anche nell’uscita dalla struttura, e la sala operatoria dell’oculistica, appena inaugurata, è dovuta immediatamente ritornare ‘sotto i ferri’ per problemi strutturali. Il tunnel poi è un vero disastro, tanto che, da poco inaugurato, è già in ristrutturazione. Circolano battute un po’ macabre sui rischi che si corrono a percorrerlo: diventa infatti un’insopportabile sauna rovente solo che ci batta un po’ di sole. Una sorta di calvario per gli anziani ed i sofferenti che la devono percorrere, senza aver la possibilità di sedersi per tutta la sua lunghezza, ma un vero problema anche per chi, come il personale sanitario, la deve frequentare con regolarità. Per non parlare, poi, di quando vi si incrociavano i carrelli portavivande e le barelle dirette all’obitorio. E’ alla luce di questi dati, quindi, che presenterò un’interpellanza per sapere quanto ci costino tutti questi errori e chi ne sia responsabile.